Al Vescovado largo alle nuove generazioni

Giuse Ricchebuono, chef stellato del Ristorante Vescovado di Noli dal 2009, e Alessia Vezzolla, mamma dei suoi due figli Martina ed Elia, artefice con lui della nascita del ristorante La Fornace di Barbablù a Sant’Ermete di Vado nel 1992 e oggi responsabile dell’accoglienza del Vescovado, si dicono pronti a lasciare ai figli la gestione del ristorante oltre che dell’elegante hotel ospitato nello storico Palazzo Vescovile.

Ma questo vuol dire che state meditando di andare in pensione?

Giuse: No, assolutamente non vuol dire questo!  Significa però riconoscere nelle nuove generazioni delle capacità straordinarie che, unite a passione, entusiasmo e voglia di innovare, sono in grado di ottenere risultati di altissimo livello.

Avete la fortuna di avere due figli “d’arte” che giocano in casa!

Alessia: I nostri figli sono cresciuti a tavola con noi! Entrambi curiosi e attratti dal mondo della ristorazione, già durante gli studi, nella stagione estiva, venivano ad aiutare soprattutto me in sala. Attenti e curiosi, hanno presto imparato l’arte dell’accoglienza, che hanno approfondito, una volta ultimati gli anni di studio alle superiori, con soggiorni ed esperienze all’estero in ristoranti stellati e realtà di altissimo livello. Oggi hanno deciso di mettere a frutto le proprie esperienze nell’attività di casa.

Martina ed Elia sono in sala e si occupano anche della gestione dell’hotel. E la cucina a chi è affidata?

Giuse: Uno degli aspetti che mi ha sempre appassionato del mio lavoro è la possibilità di formare persone talentuose e far sì che trovassero la loro strada, ovunque nel mondo. Gabriele Bazzano, classe 2002, è solo l’ultimo di un vasto numero di cuochi che ho cresciuto, alcuni dei quali sono rimasti nella mia cucina per tanti anni. Gabriele, che è con noi da tre anni, ha talento, creatività, rigore e soprattutto è entrato perfettamente in sintonia col mio modo di vivere l’alta cucina, attingendo dalle tradizioni, utilizzando materie prime esclusivamente del nostro territorio e curando in maniera meticolosa l’estetica del piatto.

Anche la pasticceria è affidata a un giovane talento…

Alessia: Sì, Valeria Martinazzi, classe 1997, compagna di scuola di Martina, è con noi da 8 anni. Lei ha iniziato seguendo la mia passione per la pasticceria e poi, come tutti i giovani che lavorano qui, ha fatto diverse esperienze che ha deciso di mettere a disposizione del Vescovado. Lei si occupa, dei dessert, dei pre dessert, della pasticceria salata e anche della panificazione.

Recentemente è nato un nuovo spazio, l’Orto del Vescovado.

Sì, 3 anni fa, nel complesso del Palazzo Vescovile, è nato uno spazio immerso nel verde con una strepitosa vista sul Golfo di Noli. Aperto nella stagione estiva, l’Orto è dedicato ad aperitivi e degustazione di vini e di “tapas” liguri. Questo spazio è gestito dal giovane Pier Ravera, apprezzato sommelier che a sua volta si circonda di bravissimi e giovanissimi collaboratori.

Quindi come vedete il futuro della ristorazione e del Vescovado in particolare?

Giuse: La ristorazione sta cambiando a livello globale. Servono idee nuove, fantasia, creatività, una visione del futuro sempre più consapevole e sostenibile, in cui ci sia rispetto per il territorio, in cui le materie prime locali siano le protagoniste dei piatti, con grande attenzione al mondo vegetale, attingendo dalle tradizioni antiche che raccontano la nostra storia e chi siamo noi. Tutto questo fa parte di ciò che offriamo alla nostra clientela evoluta, consapevole e desiderosa di vivere un’esperienza che vada oltre alla semplice, seppure fondamentale, bontà di un piatto.

In sintesi state lasciando ai vostri figli e ai loro giovani colleghi ll vostro bagaglio di esperienza…

Alessia: Esatto, noi amiamo il nostro lavoro, e il miglior modo per dimostrarlo è metterci a disposizione dei giovani lasciando loro la barra del timone, certi che sapranno condurci lontano.

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