Sabato 13 settembre 2025 JF Wine & Food Communication alza il sipario sulla sua prima etichetta: Keaka, un Pigato che nasce dal Ponente ligure e dall’esperienza personale di Jacopo Fanciulli. L’appuntamento per il lancio è fissato nella suggestiva cornice della Casa Museo Jorn di Albissola Marina: alle 17.00 si terrà una conferenza stampa riservata a giornalisti, operatori del settore e autorità; dalle 17.30 il pubblico potrà partecipare alla presentazione e alla degustazione in un momento conviviale all’interno degli spazi museali.
Keaka non è solo un vino: è il primo capitolo del brand nascente JF Wines, progetto ideato e seguito in ogni fase da Jacopo — professionista del vino, degustatore di esperienza internazionale e uomo profondamente legato ai paesaggi del suo territorio. Dopo anni trascorsi tra vigne, cantine e degustazioni, Jacopo ha deciso di dare forma a un’idea che coltivava da tempo: produrre una linea di vini che siano frammenti della sua vita, racconti sensoriali del Ponente Ligure e strumenti di condivisione, senza barriere né gerarchie.
Un Pigato che parla di luoghi e di mare Keaka è un Pigato autentico, figlio dei vigneti del ponente ligure, terra sospesa tra monti e mare dove gli aromi della macchia mediterranea si mescolano all’aria salmastra. Al naso si aprono note di albicocca e pesca, seguite da richiami intensi di corbezzolo e profumi della macchia — mirto, salvia, timo — che conferiscono carattere e identità. A completare il quadro sensoriale, una forte componente minerale e iodata: sentori salmastri che evocano scogliere e brezze costiere, tratti distintivi che rendono Keaka immediatamente riconoscibile e fortemente territoriale.
È un bianco pensato per essere bevuto, raccontato e condiviso, capace di parlare sia agli appassionati sia ai neofiti, agli intenditori come a chi cerca un vino senza complicazioni formali.
Una filosofia ribelle e inclusiva JF Wines e Keaka nascono con una volontà precisa: rompere gli schemi del vino classico. Non si tratta di una mera scelta estetica, ma di un posizionamento culturale. L’etichetta, dal design moderno e immediata e leggermente provocatoria, vuole rompere con i cliché del vino, troppo spesso percepito come esclusivo e relegato a contesti più elitari: per Jacopo il vino è prima di tutto cultura, identità territoriale e occasione di condivisione. Keaka si pone quindi come proposta ribelle e inclusiva, capace di parlare a un pubblico trasversale — giovani e meno giovani, appassionati ed esploratori del gusto — e di trasformare ogni incontro in un momento di convivialità autentica, senza pregiudizi né formalismi.
Keaka è più di un vino: è un pezzo di Ponente ligure in bottiglia, una posizione culturale che sfida le regole e invita a bere insieme, senza etichette.
La presentazione di Keaka diventa acne l’occasione di assaggiare il Vino di Jorn, uno speciale rosso della Valle Arroscia, seguito nella sua produzione proprio da Jacopo Fanciulli.
L’artista danese Asger Jorn, tra i più influenti e importanti artisti del Novecento, amava il cibo della tradizione ligure e i vini rossi piemontesi e liguri. Nei primi anni Duemila, durante i restauri dellasua casa sulla Collina dei Bruciati, oggi Casa Museo Jorn, sono state ritrovate parecchie bottiglie di vino vuote che Berto utilizzava per imbottigliare il vino della “Cantina Jorn”; un gioco che Jorn si era inventato, stampando una vera e propria etichetta in quattro colori: gialla, blu, bianca e verde.Proprio sulle orme di questa storia nasce “Il Vino di Jorn”, un progetto di marketing territoriale che vuole accendere i riflettori su una particolare tradizione dell’artista danese che permette di raccontare la sua storia da un punto di vista inedito.
Il vino rosso di Jorn proviene dalla vendemmia 2016 dei vigneti della Tenuta Maffone di Acquetico, nella frazione di Pieve di Teco, non lontano dalla Valle d’Arroscia, in provincia di Imperia. Nell’autunno del 2017 il vino è stato portato ad Albissola, nella cantina della Casa Museo Jorn, dove ha iniziato un lento e controllato affinamento in una botte di ceramica realizzata da Clayver, un’azienda di Vado Ligure (Savona). Per 18 mesi, il vino è così rimasto in affinamento nella cantina di Casa Jorn e ha prodotto solo 300 bottiglie numerate, alcune delle quali ancora disponibili presso il bookshop del museo.




