Con il riconoscimento ufficiale ottenuto nei giorni scorsi, la cucina italiana entra nella Lista del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità UNESCO, sancendo il valore universale di un patrimonio fatto non solo di ricette, ma di gesti, relazioni sociali, saperi tramandati e identità territoriali. Un risultato storico che premia un modello culturale diffuso, costruito nel tempo dalle comunità e profondamente legato ai luoghi.
L’UNESCO ha riconosciuto la cucina italiana come sistema culturale vivo, capace di unire sostenibilità, biodiversità e convivialità. Al centro non c’è il singolo piatto iconico, ma il modo italiano di cucinare, mangiare e stare insieme: dalla cucina domestica ai mercati, dalle feste popolari alla trasmissione familiare delle conoscenze.
In questo mosaico di tradizioni regionali, la cucina ligure rappresenta una delle espressioni più coerenti con i valori del patrimonio immateriale. Una cucina nata in un territorio complesso, stretto tra mare e montagna, che ha trasformato la scarsità di risorse in equilibrio, misura e creatività. Ingredienti essenziali, stagionalità rigorosa e profonda conoscenza delle materie prime sono i tratti distintivi di una tradizione gastronomica sobria solo in apparenza.
Il pesto, simbolo riconosciuto nel mondo, ne è l’esempio più evidente: un sapere fatto di manualità, di scelta delle erbe, di rispetto delle proporzioni e di legame con il Basilico Genovese DOP. Ma accanto al pesto vivono focacce, torte salate, minestre di verdure ed erbe spontanee, piatti di mare e di recupero che raccontano una cucina intimamente connessa al paesaggio e alla vita quotidiana.
La forza della cucina ligure sta anche nel suo valore sociale: preparazioni condivise, forni di paese, pranzi familiari, sagre e feste che continuano a essere luoghi di trasmissione del sapere culinario. È una cucina che non ha mai smesso di essere pratica culturale prima ancora che prodotto gastronomico.
Il riconoscimento UNESCO della cucina italiana trova quindi nella Liguria un contributo fondamentale, fatto di autenticità, continuità e rispetto del territorio. Un esempio di come la tradizione possa restare viva, attuale e universale, senza perdere la propria identità.

