
Sono passati quasi 8 anni da quando Liguria Food muoveva i primi passi e in un lampo siamo arrivati al n. 50. Facendo un semplice calcolo sono circa 4.500 pagine di articoli dedicati ai prodotti e ai territori liguri… quasi un’enciclopedia.
E ripassandoli oggi per scrivere questo breve testo mi rendo conto che non abbiamo ancora parlato di così tanti argomenti che avremo materiale per arrivare tranquillamente al numero 100. Autocelebrarsi non è mai bello però una ricorrenza del genere è l’occasione per fare un piccolo bilancio e alcuni dovuti ringraziamenti a chi ha reso possibile far diventare Liguria Food una delle voci più autorevoli nel mondo dell’enogastronomia ligure. Ricordo bene gli inizi del 2017 quando avevo maturato l’idea di realizzare un prodotto per la valorizzazione della cucina ligure legandola strettamente al territorio. Non una raccolta di ricette come se ne trovano tante ma una rivista cartacea con la sua versione web che promuovesse i cibi invogliando il lettore a venire nella nostra splendida Liguria per assaggiarli e un utile strumento per i ristoratori per trovare referenze locali da inserire nel proprio menù. Qui voglio iniziare a ringraziare il mio collaboratore dell’epoca Andrea De Nicolo.
Con lui abbiamo elaborato il progetto, cercato il nome che dopo tante proposte è poi ricaduto su Liguria Food proprio per intercettare anche turisti stranieri, portato avanti riunioni e iniziato ad andare a proporlo agli operatori. Posso affermare che senza di lui non esisterebbe Liguria Food e quindi, anche se le strade si sono divise, gli sarò sempre riconoscente.

Come dice il proverbio però tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Il primo passo è stato creare una redazione di giornalisti autorevoli che potessero dare un contributo alla linea editoriale della rivista. Abbiamo così coinvolto giornalisti che sono rimasti sempre con noi: Gilberto Volpara e Sergio Rossi che portano avanti la stessa mission nelle loro trasmissioni televisive, Stefano Pezzini, vecchio cronista non in disuso, come ama definirsi e il nostro sommelier Franco De Moro che ci accompagna nel meraviglioso mondo enologico ligure.
Lo zoccolo duro della redazione è rimasto lo stesso e nel frattempo è nato un rapporto di stima e amicizia reciproca. La redazione si avvale anche di altri contributi ma queste firme non sono mai mancate. Anche la nostra traduttrice ufficiale è sempre la stessa: Luisa Puppo ogni bimestre fa i salti mortali per stare nei tempi che gli concediamo. La parte grafica è sviluppata all’interno della Marco Sabatelli Editore e Massimo Bressan è il designer delle nostre pagine.
Realizzato ad Agosto 2018 il primo numero senza alcuno sponsor, abbiamo quindi iniziato la parte più difficile: trovare operatori che appoggiassero l’idea e che la sostenessero economicamente. Non ci siamo demoralizzati dai primi rifiuti (molti) e abbiamo perseverato. Ricordo bene dopo tante porte chiuse il primo contratto sottoscritto.

Agostino Sommariva, titolare dell’omonima azienda, è stato il primo a crederci e ci piace citarlo insieme agli sponsor della prima ora. Sfogliando le pagine del secondo numero troviamo il sostegno della Camera di Commercio delle Rivere Liguri per la promozione del circuito Liguria Gourmet, Latte Alberti di Pontedassio, Cantine Gajaudo di Isolabona, Fratelli Porro di Colle di Nava, il Chinotto nella rete, La Bottega dei Sapori di Millesimo, Tenuta Maffone di Pieve di Teco. A questi ultimi due poi dovremmo dare un premio fedeltà perché non hanno mai fatto mancare il loro sostegno in tutti questi anni.
Senza questo manipolo di imprenditori non saremmo riusciti neanche a cominciare. Nel nostro percorso sono ormai oltre 150 le aziende che abbiamo coinvolto e a tutte dobbiamo un sincero ringraziamento. Da lì in poi non possiamo dire che è stato tutto in discesa ma la macchina è partita.

La rivista è l’unica che porta le eccellenze enogastronomiche liguri nelle edicole di tutto il Nord Italia e di pari passo il portale
liguriafood.it è riuscito ad elevarsi tra le centinaia di siti dedicati al cibo. Credo che siamo arrivati al posto giusto al momento giusto quando l’enogastronomia ligure iniziava a diventare un vero e proprio brand e crediamo di aver contribuito alla riscoperta di piatti e sapori della nostra tradizione.
Ma quelli che dobbiamo ringraziare di più sono i nostri lettori.
Se durante il periodo Covid, quando le aziende in preda alle incertezze sul futuro sono state costrette a sospendere i contratti pubblicitari Liguria Food ha continuato regolarmente le pubblicazioniè stato grazie ai nostri abbonati (ormai oltre 1.200) e alle migliaia di lettori che ci hanno sempre acquistato in edicola. Sono loro che ci stimolano a fare sempre meglio. Concludiamo qui perché ho ben presente il detto “chi si loda si imbroda” e i toni troppo trionfalistici non mi sono mai piaciuti, ma vi assicuriamo che continueremo a parlare di Liguria, di prodotti, di aziende e di storie con la stessa passione che ci ha animato in tutti questi anni.
Dario Sabatelli








