Sanremo: festival di canzoni e di gusto

Sempre più Sanremo non è soltanto la capitale della canzone italiana; è diventata il laboratorio a cielo aperto di un’ospitalità ligure che ha finalmente trovato il coraggio di raccontarsi senza complessi di inferiorità.

Mentre le luci della ribalta si accendono sul palco dell’Ariston per la settimana dal 24 al 28 febbraio 2026, una sfida altrettanto vibrante si consuma dietro i banconi dei cocktail bar, nelle cucine degli hotel di lusso e tra i banchi dei forni storici della Città dei Fiori.

Sempre più Sanremo non è soltanto la capitale della canzone italiana; è diventata il laboratorio a cielo aperto di un’ospitalità ligure che ha finalmente trovato il coraggio di raccontarsi senza complessi di inferiorità. L’accoglienza enogastronomica sta subendo una metamorfosi profonda, passando dal catering standardizzato dei decenni passati a una “Hospitality Territoriale” d’avanguardia. In questo scenario, gli operatori più attenti non si limitano a servire un prodotto, ma dettano una linea stilistica a cui l’intero settore deve accodarsi per trasformare l’identità locale in un elemento di distinzione globale.

Il primo impatto con Sanremo per le migliaia di addetti ai lavori, giornalisti e turisti che affollano la città, passa inevitabilmente per il profumo che esce dai vicoli della Pigna e di via Palazzo. Se il Festival è lo spettacolo, la Sardenaira deve esserne la colonna sonora gastronomica. Gli operatori che guidano il trend del 2026 hanno capito che questo pilastro della cucina di Ponente deve scalare le gerarchie dell’accoglienza: non più relegata a spuntino frettoloso, ma proposta come vero e proprio biglietto da visita nelle lounge e nei punti di accoglienza istituzionale.

L’intelligenza sta nel rispetto ferreo del disciplinare De.Co., dove la base soffice, l’abbondanza di pomodoro, l’aglio vestito e le olive taggiasche diventano uno strumento di marketing territoriale. Servire una Sardenaira autentica a un ospite internazionale significa offrire un pezzo di storia, dimostrando che in un mondo che corre veloce, la lentezza della lievitazione ligure è un valore di lusso assoluto.

Se il cibo solido punta sulla tradizione, la mixology di Sanremo 2026 guarda al futuro con i piedi ben piantati nella macchia mediterranea. La tendenza dominante per l’aperitivo del Festival è il “Riviera Tonic”, un concetto che gli operatori di punta utilizzano per valorizzare i gin artigianali del territorio. Non è raro trovare nei cocktail bar d’eccellenza distillati prodotti con botaniche che crescono a pochi chilometri di distanza: pino marittimo, rosmarino, salvia, lavanda di Imperia e finocchietto selvatico.

L’accoglienza nel bicchiere si fa raffinata grazie all’uso sapiente degli agrumi locali, dove, ad esempio, il Chinotto di Savona e il Limone di Bordighera sostituiscono i prodotti d’importazione, regalando note aromatiche che parlano di sole e di mare anche nelle serate fredde di fine febbraio.

Il cocktail di benvenuto diventa così un’esperienza sensoriale completa, dove il profumo del bicchiere anticipa il paesaggio che l’ospite vivrà tra un’intervista e una sfilata sul red carpet.

In un contesto di hospitality di alto livello, la carta dei vini gioca un ruolo cruciale per definire l’autorevolezza di chi accoglie.

Le etichette di Vermentino e Pigato dovrebbero dominare le liste degli aperitivi, offrendo quella sapidità marina che è il marchio di fabbrica della regione, ed è nel “dietro le quinte”, durante le cene di gala o i momenti di relax degli artisti, che deve emerge la vera strategia dei professionisti più lungimiranti.

L’hospitality del 2026 ha imparato a raccontare anche la “fatica” che sta dietro a ogni calice: presentare un vino delle vigne eroiche o dei terrazzamenti non è solo un atto di servizio, ma un racconto di resistenza. È esattamente questo che cerca l’ospite del Festival: una storia autentica da sorseggiare.

Questa visione si espande oltre le mura dei palazzi ufficiali, promuovendo un’ospitalità diffusa che coinvolge le botteghe storiche in percorsi di degustazione guidata. È l’occasione per scoprire l’Olio Extravergine d’Oliva Dop Riviera Ligure nel suo momento di massima giovinezza o per assaggiare il Brandacujun servito in moderne mini-porzioni da passeggio.

L’idea vincente degli operatori leader è stata quella di integrare persino il settore dei fiori con l’enogastronomia, portando nei piatti e nei calici insalate di petali eduli e vaporizzazioni di essenza di fiori d’arancio. L’accoglienza ligure durante il Festival 2026 deve dimostrare che la vera innovazione non consiste nel copiare modelli internazionali, ma nell’esaltare le proprie radici con orgoglio e professionalità.  A Sanremo sta nascendo la consapevolezza che per restare al centro del mondo si deve offrire ciò che il mondo non ha: la verticalità delle valli, la sapidità del mare e la maestria degli artigiani del gusto di tutta la Liguria, lasciando un segno che dura molto più dei tre minuti di una canzone.

Festival di Sanremo: la Settimana Enogastronomica

Il Festival di Sanremo non è più soltanto il principale evento mediatico e canoro d’Italia, ma si conferma come un’esperienza sensoriale a tutto tondo che abbraccia le eccellenze del territorio. Dal 20 febbraio al 1 marzo 2026, la Città dei Fiori tornerà a celebrare il connubio tra musica e cucina con la nuova edizione della Settimana Enogastronomica del Festival di Sanremo, un’iniziativa che trasformerà i ristoranti in veri e propri “palcoscenici del gusto”. L’iniziativa giunge a questo appuntamento forte di un format che ha saputo conquistare pubblico e critica sin dal suo debutto. Nata dalla collaborazione tra il Gruppo Editoriale More News e CNA Imperia, la rassegna ha dimostrato nelle prime  edizioni come il “Piatto del Festival” possa diventare un elemento identitario della kermesse, capace di portare l’atmosfera di Sanremo direttamente sulle tavole di tutto il mondo.

L’edizione 2026 punta a potenziare ulteriormente il legame tra la kermesse canora e il mondo della ristorazione.

Il successo degli anni passati ha visto una partecipazione crescente di locali, non solo in Liguria ma su scala nazionale e internazionale, confermando la bontà di un’idea che celebra la cucina italiana come patrimonio culturale. La rassegna coinvolge i ristoratori invitandoli a proporre, come “fuori menù”, i piatti ufficiali selezionati per l’iniziativa in contemporanea con le serate della gara canora.

L’obiettivo è creare un racconto corale che unisca musica e ristorazione, trasformando ogni cena in un’esperienza gourmet condivisa legata all’evento più seguito dell’anno.

Il progetto mantiene la sua anima inclusiva e l’adesione per i ristoratori è completamente gratuita. I locali che entrano nel circuito ricevono linee guida dettagliate, ricette ufficiali e materiali di supporto per identificarsi come parte del circuito d’eccellenza.

Sul sito www.ilpiattodelfestival.it si trovano l’elenco sia dei piatti già inseriti in menù sia l’elenco dei ristoranti aderenti. L’edizione 2026 della Settimana Enogastronomica del Festival di Sanremo propone in carta già 3 piatti: un primo, un secondo ed un dolce che sono quelli presentati gli scorsi anni. I tre piatti  sono firmati da Enrico Delfringer (il Risotto Sanremo, con Gambero Rosso e fiori di Nasturzio), da Matteo Milandri (Maiale arrostito al latte N°551 aromatizzato alla lavanda) e da Paolo Griffa (Nel giardino dei fiori di Sanremo).

Il piatto del 2026 sarà presentato in un cena esclusiva che si terrà lunedì 23 febbraio come anteprima del festival.

La Settimana Enogastronomica si conferma come un progetto di comunicazione culturale con una forte vocazione turistica. Valorizzando le eccellenze territoriali, l’iniziativa rafforza l’immagine dell’Italia nel mondo, invitando il pubblico a scoprire i territori attraverso i loro sapori più autentici, proprio nei giorni in cui i riflettori di tutto il pianeta sono puntati sulla Città dei Fiori.

INFO E ADESIONI:

I ristoratori interessati possono iscriversi gratuitamente tramite il modulo online sul sito ufficiale www.ilpiattodelfestival.it, seguendo le istruzioni nella sezione “Come aderire”. Per supporto o richieste specifiche, è attivo l’indirizzo email media@morenews.it.

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