I Panera Days 2026, conclusi nel weekend appena trascorso, hanno riportato al centro di Genova i sapori e la storia della Panera, il semifreddo di panna e caffè che ormai è diventato un simbolo identitario della città. Tre giorni di golosità, degustazioni e piccoli eventi hanno trasformato Piazza De Ferrari in una sorta di capitale della panna nera, con un mercatino allestito da Confesercenti Genova e uno speciale chioschetto dedicato proprio alla Panera.
Nella quarta edizione dei Panera Days, dal 20 al 22 marzo il cuore cittadino si è riempito di stand artigianali. L’evento è stato organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Genova e l’Associazione gelatieri artigianali genovesi, che negli anni hanno contribuito a trasformare la Panera in un prodotto riconoscibile e certificato.
Nel corso del weekend sono stati protagonisti i “Punti Panera”, ovvero le gelaterie che aderiscono al disciplinare ufficiale per la preparazione della Panera e hanno maturato il riconoscimento di Confesercenti. Tra queste compaiono esercizi storici come la Cremeria Buonafede, la Gelateria Balbi, la Gelateria Bixio, la Gelateria Chicco, la Gelateria Paciuga, Vaniglia Gelateria Artigianale e Ostaia de Baracche, veri custodi della ricetta originale.
Queste gelaterie non funzionano solo durante i giorni di evento: sono ancore di artigianalità permanente, dove la Panera si può gustare durante tutto l’anno mantenendo ingredienti semplici (panna fresca, caffè, zucchero, tuorli) e una tecnica che rispetta la tradizione.
La Panera, oggi icona dolciaria della città, nasce proprio come un “splendido errore” risalente all’Ottocento, quando un garzone avrebbe accidentalmente rovesciato del caffè nella panna montata, dando vita a una “panna nera” che subito conquistò palati e immaginario collettivo. Quell’incidente in cucina divenne un successo, e la contrazione dialettale “pana nera” in “pànera” ha sancito la nascita del nome e del mito.
Linh Vu Thuy




