Trentamila presenze in tre giorni, un giro d’affari immediato superiore ai 2,5 milioni di euro, oltre un milione e mezzo di visualizzazioni sui social nell’ultima settimana, 55 ospiti, 20 cooking show e una trentina di appuntamenti a tema, 3 cene a 4 mani, 31 piatti dedicati nei ristoranti del territorio. Sono i numeri di Aromatica 2026, la tredicesima edizione della rassegna dei profumi e dei sapori della Riviera Ligure che ogni maggio trasforma il centro pedonale di Diano Marina in qualcosa di difficile da classificare: un po’ mercato contadino, un po’ palcoscenico gastronomico, un po’ raduno di comunità.
La spiegazione più semplice è anche quella più vera: Aromatica funziona perché ha capito che il cibo non è mai solo cibo. È identità, è memoria, è ragione di viaggio. Lo sa bene Oscar Farinetti, ospite ormai fisso della rassegna dianese. Ad Aromatica 2026, davanti a una platea gremita, Farinetti ha detto una cosa che vale più di qualsiasi campagna promozionale: che secondo lui la cucina ligure è la migliore in assoluto. Una dichiarazione netta, senza diplomazia geografica, pronunciata da un uomo che di cucine regionali italiane ne conosce ogni angolo.
Ma Aromatica non è soltanto il posto in cui arrivano i grandi nomi (almeno sei gli chef stellati o equiparabili che si sono esibiti sul palco). È il posto in cui i grandi nomi si mescolano con i produttori del territorio, con i curiosi, con le famiglie, con i turisti — molti stranieri, tra cui numerosissimi francesi – che attraversano il confine attratti dall’aroma, letteralmente, di qualcosa di autentico.
Questo approccio risponde a una tendenza che i dati del settore confermano con crescente insistenza. Molti italiani considerano oggi l’offerta enogastronomica di un luogo un fattore determinante nella scelta della meta di viaggio. Il cibo e il vino sono diventati strumenti di identificazione e differenziazione di un territorio, capaci di concorrere alla costruzione della sua identità e di attivare sinergie con altre risorse — arte, paesaggio, artigianato, ospitalità. Il turista enogastronomico non cerca semplicemente un pasto buono: cerca un’esperienza autentica, vuole capire dove si trova attraverso quello che mangia, vuole portare a casa qualcosa che vada oltre il souvenir. Aromatica intercetta esattamente questo bisogno, e lo fa su un territorio — il Golfo Dianese, con i suoi sette Comuni, tra costa e primo entroterra — che ha molto da raccontare.
Il sindaco di Diano Marina, Cristiano Za Garibaldi, ha descritto con precisione la traiettoria della manifestazione: “È stata una Aromatica straordinaria, a ulteriore conferma della eccezionalità di questa iniziativa che parte dalla promozione dei prodotti del territorio, passa per l’incentivazione dell’uso delle aromatiche in cucina, propone momenti di approfondimento e di studio, sino a diventare strumento di promozione turistica e culturale. Si tratta di un evento di grande portata imprenditoriale, le cui dimensioni travalicano il confine regionale”.
L’appuntamento con la quattordicesima edizione è per il 7, 8 e 9 maggio 2027, sempre a Diano Marina.


