Fermento in Riviera: dall’aglio nero alle foglie di ulivo, le nuove rotte tra i profumi del territorio nei birrifici del Ponente Ligure

Il panorama della birra artigianale nel Ponente Ligure è in una fase di vibrante fermento, con la provincia di Imperia che, già terra di vini, si sta confermando anche distretto di eccellenza brassicola. Nonostante la chiusura del Birrificio Nadir di Sanremo, la creatività del suo fondatore non si ferma. Gabriele Genduso, ex mastro birraio del Nadir noto per la sua filosofia di legame con il territorio attraverso l’uso di foglie di ulivo, lavanda e fagioli bianchi, ha intrapreso una nuova avventura professionale.

Gabriele è infatti il nuovo mastro birraio di “Comitatus Brewery”, il birrificio di Gianluigi “Gigi” Masala che aprirà i battenti al pubblico a Trucco, frazione di Ventimiglia, con l’inaugurazione ufficiale il prossimo 19 giugno.

Parallelamente, la Valle Arroscia si conferma un polo d’innovazione brassicolo grazie a Italo Aicardi e al suo birrificio “Made in Italo” situato a Vessalico e annoverato anche nella prestigiosa “Guida alle Birre d’Italia 2027” edita da Slow Food Editore e curata da Luca Giaccone e Eugenio Signoroni. Italo, balzato agli onori della cronaca per la sua pionieristica birra all’aglio nero di Vessalico – un prodotto che unisce tradizione agricola e creatività – inaugurerà la sua Tap Room, proprio a Vessalico,  il 6 giugno. Sarà l’occasione per gustare non solo la celebre “Black Allium”, ma anche etichette iconiche come la Schwarz, che si è meritata anche la segnalazione di “Etichetta Imperdibile” (sono solo 8 in tutta la Liguria), e la Helles, apprezzate per la loro immediatezza e pulizia. Dicono di Gabriele e Italo anche due “mostri sacri” della cultura brassicola italiana ed internazionale…

Luca Giaccone, curatore della “Guida alle Birre d’Italia 2027” edita da Slow Food Editore: “La provincia di Imperia può vantare uno dei birrai più talentuosi d’Italia e una delle novità più belle della nuova edizione della decima edizione della Guida alle birre d’Italia, che ho l’onore di coordinare, fin dal primo anno.
Nella sua già intensa carriera, Gabriele Genduso ha dimostrato estro e tecnica e una spiccata capacità di saper gestire con disinvoltura anche le materie prime più insolite, come le foglie di ulivo, aggiunte in una Saison davvero interessante. Particolarmente affascinato dalle basse gradazioni alcoliche, Gabriele ha sempre prodotto birre molto facili, ma per nulla banali, sempre originali. Attendiamo con ansia di assaggiare le nuove creazioni targate “Comitatus Brewery” di Trucco, frazione di Ventimiglia, sperando che sia libero di esprimere tutto il suo estro.
A Vessalico c’è invece quella che è stata una delle sorprese più belle della nuova Guida alle birre d’Italia. Italo Aicardi ha iniziato a fare birra per hobby, per berla con gli amici, ma cotta dopo cotta ha iniziato a pensare in grande e nel 2025 ha comprato un impianto professionale e inaugurato il suo “Made in Italo”, al piano terra della casa in cui è nato. Le birre sono – per ora – solo in fusto, tutte semplici ma equilibrate, e sempre piacevolissime da bere. Da segnalare anche un’originalissima birra con l’aglio nero di Vessalico, davvero sorprendente”.

Simone Cantoni, il “Poeta della Birra”, giornalista esperto, formatore e giudice in concorsi nazionali ed internazionali: “Gabriele pone grande interesse all’ingrediente locale. Lo cerca, lo osserva, ne misura il potenziale espressivo dentro la ricetta, senza forzature, lasciandogli spazio di raccontarsi nel bicchiere. Italo punta con risolutezza sulle basse. Una scelta nitida, precisa, perseguita con convinzione e con evidente desiderio di profondità tecnica, pulizia e misura. Due traiettorie differenti, ma complementari. Due elementi sufficienti per guardare nei loro confronti con attenzione. E, verosimilmente, con aspettativa”.

Ad Imperia città, la scena è dominata dal Birrificio “San Luca”, nato nel 2022 sulle colline delle Cascine dalla passione di tre amici: Andrea Bertora, Alessio Giroldo e Andrea Sambusida. Il loro progetto, ispirato, nel nome e nella filosofia produttiva, alla storica chiesetta locale, punta a educare il pubblico ligure alla cultura della birra artigianale attraverso referenze come la lager “L5”, la golden ale “S4” e la robusta belgian strong ale “G8” alla quale recentemente si è aggiunta anche un’ottima IPA. Infine, l’esperienza agricola di Enrico Verzaro con il beerfirm “LuppOlio” continua a riscuotere successi. Le sue birre, come la “Bondai” e la “Corallina”, nate dalla coltivazione diretta di luppolo a Cervo, possono essere assaporate nel locale omonimo situato nel suggestivo centro storico di Albenga, dove la filiera corta incontra il fascino del borgo antico. Questa rete di produttori, tra nuove aperture e conferme, sta tracciando una rotta entusiasmante per il futuro del settore nel Ponente.

A sottolineare il valore crescente del comparto brassicolo artigianale nel Ponente Ligure è anche Luciano Vazzano, Direttore di CNA Imperia, che da anni segue con attenzione e convinzione l’evoluzione del settore, sostenendo le imprese sia sul piano della rappresentanza che attraverso iniziative capaci di valorizzarne identità, qualità e visione.

“Il mondo della birra artigianale è oggi uno dei settori più dinamici e creativi del nostro territorio. Dietro ogni birrificio ci sono ricerca, cultura del prodotto, legame con le tradizioni locali e una straordinaria capacità di innovazione. CNA Imperia ha creduto fin dall’inizio in questo fermento imprenditoriale, accompagnando i produttori nel loro percorso di crescita e creando occasioni concrete di incontro e promozione come il Riviera Beer Festival, che negli anni è diventato un appuntamento di riferimento per appassionati, operatori e turisti. Oggi vogliamo guardare ancora più lontano. Stiamo lavorando a un importante progetto transfrontaliero che possa unire mastri birrai italiani e francesi in un grande evento internazionale dedicato alla cultura brassicola, alle tradizioni e alle contaminazioni positive tra territori. Sarà una festa del gusto, della convivialità e dell’identità artigiana, capace di raccontare la birra non solo come prodotto, ma come esperienza culturale e sociale. Crediamo fortemente che avere accanto un’associazione come CNA significhi poter contare su una rete che coinvolge, unisce e rappresenta davvero le imprese, valorizzando il lavoro quotidiano degli artigiani e aiutando il settore a crescere con visione e prospettiva.”

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