Il Pernambucco, l’arancia star di Agrumare a Finalpia

È l’arancio Pernambucco, agrume tipico della Liguria che nel Finalese ha trovato il suo habitat ideale, il protagonista di Agrumare, la rassegna dedicata agli agrumi del nostro territorio, che per il secondo anno torna a Finalpia sabato 3 e domenica 4 febbraio con una anticipazione venerdì 2 febbraio quando si svolgerà un convegno scientifico sul “Patrimonio agrumicolo dell’Alto Tirreno e la figura di Giorgio Gallesio”. Agrumare rientra tra gli eventi del progetto Transfrontaliero “Un mare di agrumi”.

PERCHE’ FINALPIA

 

Finalpia, con il suo immediato entroterra, era storicamente il cuore agricolo del finalese. I terrazzamenti e le ville padronali sono la testimonianza di questo antico borgo rurale posto tra uliveti e vigneti, nei decenni trasformatosi in area a vocazione turistica. Per recuperare e valorizzare la cultura agricola e attirare non solo turisti, ma anche residenti amanti dell’enogastronomia, Finalpia si sta riqualificando, anche urbanisticamente, come palcoscenico ideale per ospitare eventi di eccellenza dedicati ai prodotti tipici, vera espressione di sapori e saperi del territorio.

 

AGRUMARE

 

Nel solco della positiva esperienza dello scorso anno, l’edizione 2018 vede nuovamente il mercato dei produttori e degli artigiani, il bistrot dell’Alberghiero, il Giardino degli agrumi, i menù a tema nei bar, ristoranti ed hotel del borgo. Molte le novità, a cominciare dall’ampliamento dell’area della manifestazione a via Molinetti. Slow Food curerà l’area dedicata ai laboratori dedicati a grandi e piccini (compreso un originale “Gioco della chiocciola”, ideato dalla Fiduciaria della Condotta Slow Food Albenga, Finale e Alassio Monica Maroglio, una sorta di gioco dell’oca ma “Slow e di gusto”), mentre è stata potenziata l’area dedicata ai laboratori vivaistici, con diversi appuntamenti giornalieri. Sotto la galleria di via Porro verrà allestito un piccolo cinema/area talk show dove si svolgeranno incontri, interviste, degustazione a tema, proiezioni di documentari e video su Gallesio e sul tema di cibo e agricoltura sostenibili (a cura di Stefano Pezzini, giornalista, fondatore di liguriaedintorni.it e della condotta Slow Food di Albenga, Finale, Alassio). E visto che Finale Ligure è riconosciuta come capitale ligure dell’outdoor non potevano mancare i tour, in bicicletta o a piedi, alla scoperta del territorio con sosta golosa a base di agrumi presso agriturismi locali, curati da Finale Outdoor Resort.

 

L’ARANCIO PERNAMBUCCO

 

L’arancio Pernambucco, della varietà Washington Navel, si è selezionato in cloni locali. È una pianta con portamento espanso, chioma molto densa e foglia piccola di forma ellittica con colore caratteristico verde scuro. La fruttificazione inizia già al terzo anno. Si tratta di un agrume di dimensioni medio-grandi a seconda della selezione. È caratterizzato da una buccia abbastanza spessa e vescicolata, di colore arancione intenso e dalla spicchiatura secondaria interna. Durante la manipolazione rilascia oli essenziali di profumo persistente e gradevolissimo. Gli spicchi sono irregolari e facilmente staccabili. La tessitura degli spicchi, grossolana e quasi croccante, invita alla masticazione. Il succo è dolce e saporito, una vena di acidità lo rende gradevole a fine pasto e stimolante per la digestione inoltre, lascia la bocca fresca e profumata. Sino alla fine del XVIII secolo, la Liguria fu uno dei maggiori produttori di arance, limoni, cedri che, per i loro profumi e colori hanno da sempre affascinato i viaggiatori. La coltivazione e l’esportazione di questi frutti preziosi aveva un notevole peso per la Repubblica di Genova, che li commerciava con il nord Europa. Gli agrumi, raccolti ancora acerbi, erano cotti in una sorta di melassa ottenuta da zucchero, spezie e dal loro stesso succo, quindi stipati in barili di legno e conservati nelle stive come ottima riserva di vitamine. È probabile che tale ricetta sia stata copiata dalla cucina araba, e nel XVII secolo i genovesi affinarono un’altra tecnica di origine orientale, la frutta candita, diventandone i migliori produttori e affezionati consumatori.

 

GALLESIO IN PILLOLE

 

Giorgio Gallesio (Finalborgo, 23 maggio 1772 – Firenze, 30 novembre 1839) è stato un dirigente pubblico e botanico italiano. È sepolto tra gli uomini illustri nel chiostro della Basilica di Santa Croce in Firenze. La sua maggiore opera fu la Pomona Italiana, frutto di un’impresa editoriale senza precedenti per l’Italia, all’epoca politicamente travagliata e divisa, pubblicata in un arco di tempo di 22 anni  dal 1817. La Pomona Italiana è l’unione delle rappresentazioni (disegni) a colori ed a piena pagina dei frutti italiani distinti per varietà, con le descrizioni delle caratteristiche dei frutti, e degli alberi fruttiferi che li producono, la diffusione, l’origine, l’ambiente vitale. Tra le sue numerose pubblicazioni, ebbero notevole successo in ambito scientifico – naturalistico il Traité du Citrus pubblicato in francese a Parigi nel 1811 e la Teoria della riproduzione vegetale, pubblicata prima in tedesco a Vienna nel 1814 e in seguito in italiano a Pisa nel 1816.

 

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