Inimmaginabile. È l’aggettivo più adeguato a spiegare quanto lavoro e spirito organizzativo ci sia dietro la Sagra del Pesce di Camogli.
Genuinità, il sostantivo per raccontare una storia di popolo e tradizione che affonda le radici nel lontano 1952. Un legame capace di rivivere ogni anno. Nel 2026 tornerà in scena dall’8 al 10 maggio, per tre giorni, la settantaquattresima edizione all’insegna di bontà del mare e dei sapori autentici di Liguria. C’è la grande padella, l’atmosfera festosa che anima il borgo, profumi irresistibili e colori mediterranei. “Passeggiare tra le vie del paese significa vivere un clima che unisce cultura e gastronomia nonostante lacciuoli burocratici sempre più asfissianti. La passione è inalterata, ma se all’orizzonte non tornerà un po’ di buon senso, allora, simili patrimoni saranno a rischio” dichiara Nicolò Guenna, giovane volontario della Pro Loco e pilastro dell’iniziativa. Racconta la filosofia di quel modo d’essere così speciale. Percepisci autentica passione paesana, la stessa che comunicano Sergio Banchieri e Giovanni Verdino, uno che segue il falò del sabato praticamente dalla prima edizione: “Per noi di Camogli, un elemento emozionale senza eguali.
Non c’è Sagra senza fuoco, opere d’arte che avvolte dalle fiamme diventano sagome da cinematografia. I rioni del Pinetto, del Porto e del Rissêu si mettono in gioco per uno spettacolo impareggiabile che viene anticipato da due mesi di lavoro”. Tutto intorno, il procedere di una macchina organizzativa che, per il pubblico, scatta il venerdì e si conclude la domenica con l’avvento, proprio nell’ultima giornata, della storica padella. Un simbolo gigante in acciaio inox: 26 quintali, un diametro di circa 4 metri e un manico lungo 6 metri per una capacità di frittura pari a oltre 2,5 tonnellate di pesce utilizzando circa 3000 litri di olio. Quella attuale, in uso dal 2001, ha sostituito la precedente versione in ferro utilizzata dagli anni Cinquanta. La sagra ha origini che affondano nel primo Dopoguerra quando per San Fortunato, patrono dei pescatori, l’avvocato Filippo Degregori, con alcuni collaboratori, attirò l’attenzione dei turisti friggendo pesce su fornelli costruiti in piazza. Offriva il pescato in omaggio.
L’iniziativa ebbe grande riscontro e i pescatori decisero di proseguire nell’avventura. Fu l’epoca di Lorenzo Viacava, uno fra i più noti pescatori del posto. Lui detto “o Napoli” e Lorenzo Gelosi detto “Cen”, lanciarono l’idea di una grande padella per una spettacolare frittura. Le creazioni fecero impennare la notorietà della Sagra per un’iniziativa che, tuttora, conquista premi e riconoscimenti compreso quello di ‘Evento Autentico’ di Regione Liguria. I volontari: “Stand aperti dal venerdì con menù a base di pesce, senza tralasciare trofie al pesto e proposte legate alla tipicità nostrana.
Tutto questo, ovviamente, con un listino. La domenica distribuzione gratuita del pesce fritto nella maxi padella a partire dalle 10 e, nelle stesse ore, a Ruta padellina in azione per celiaci”. Numeri da capogiro, oltre una tonnellata e mezza di pesce con centomila presenze che arrivano in gran parte grazie alla ferrovia o dal mare. Sagra del Pesce significa anche trasferte: “Già, siamo un brand. Costruire un modello come questo significa mettere insieme persone, risorse e cervelli.
La Pro Loco deve ringraziare il sostegno del Comune e l’apporto di vari sponsor come Zucchi che fornisce un particolare olio privo di odore. Quando andiamo fuori dai nostri confini, necessaria la copertura dei costi anche perché, a iniziare dal trasporto della padella, nulla è banale.
Siamo stati un po’ in tutta Europa e continueremo a farlo fin quando sarà possibile”. Già, il domani. Che colore ha l’alba del nuovo giorno nell’orizzonte di Camogli? “L’appello è quello che le autorità deputate ai controlli comprendano la storicità di questa storia. Dal canto nostro, tutta la disponibilità a tenere il passo con i tempi d’oggi adeguandoci alle normative vigenti. Ma dobbiamo ricordarci tutti che stiamo parlando di volontariato, gente che dedica tempo al proprio paese e di base va rispettata una passione che vuole far rivivere il valore delle nostre origini”.
Il borgo e le sue tradizioni
L’evento coinvolge l’intero tessuto cittadino, storicamente diviso nei sette quartieri di Porto, Pinetto, Rissêu, Fontanella, Lazza, Parmasecca e Isola. Mentre la Pro Loco si concentra sulla complessa macchina della Maxi Padella, la vigilia del sabato si accende grazie ai tradizionali falò sulla spiaggia. Questo spettacolo è frutto della storica collaborazione tra la Pro Loco e l’Associazione Culturale San Fortunato, che cura la realizzazione delle imponenti sculture in legno. Da tre anni, con grande gioia, il numero dei falò è tornato a quota tre, grazie al rinnovato impegno dei quartieri del Porto, del Pinetto e del Rissêu. Come ricorda Gianni Verdina, custode della memoria storica dell’evento: “Per noi di Camogli, l’unione tra il fuoco del sabato e la padella della domenica rappresenta un legame emozionale senza eguali”.
Gilberto Volpara








