Qualità ai massimi livelli per un’economia che alimenta oltre 1000 famiglie e sogna il diradamento della diga foranea.
“Se siamo i più grandi? Ma no, rappresentiamo soltanto il 2% del comparto nazionale”. Te la raccontano così, profilo basso come da tradizione ligure. In quello, a Bocca di Magra, nello spezzino, non si fa differenza con il resto di una regione schiacciata tra monti e mare dove la boria è lasciata ad altri.
Federico Pinza rappresenta lo storico direttore dei Mitilicoltori Spezzini. Una realtà che sintetizza il proprio motto in tradizione, mare, futuro. “Siamo un’organizzazione di produttori riconosciuta a livello ministeriale che opera nel cuore del Golfo della Spezia. Da oltre un secolo alleviamo mitili e ostriche in un ambiente unico, tra il Parco delle Cinque Terre e il Parco del Magra, custodendo una tradizione che unisce comunità, mare e territorio. Viviamo del lavoro di 62 soci e operatori, che con il supporto di 50 imbarcazioni presidiano ogni giorno gli impianti in mare. Grazie a una filiera corta e organizzata, il prodotto viene raccolto, lavorato e confezionato in tempi rapidi — entro 12 ore — garantendo freschezza e sicurezza. Ogni anno portiamo sul mercato oltre 2 milioni di chilogrammi di mitili e ostriche, testimonianza concreta della forza e del valore di una produzione che appartiene al nostro territorio”. Alla qualità, Pinza e soci uniscono un impegno specifico: mantenere vivo un mestiere storico, innovandolo con pratiche sostenibili e garantendo freschezza, sicurezza e tracciabilità.
I mitili allevati nel Golfo della Spezia sono il cuore della produzione. Conosciuti nella tradizione locale come “muscoli”, rappresentano da sempre un simbolo identitario e gastronomico del territorio. Invece, le ostriche si distinguono per la particolare colorazione verde smeraldo, frutto delle caratteristiche uniche delle acque del Golfo.
La loro carne, abbondante e ricca di gusto, racconta la qualità di un ambiente naturale protetto e di una filiera corta che ne garantisce freschezza e sicurezza. La sintesi di Pinza: “Grazie a un meticoloso lavoro culturale di territorio e allargato al Nord Ovest, la consapevolezza relativa a quanto siano pregiati simili prodotti è cresciuta. Merito d’essere presenti a tutte le manifestazioni e oggi un ruolo è garantito anche dai social. Il fatturato privilegia i mitili, ancora, in larga misura. Tuttavia, nel corso delle ultime stagioni, le ostriche sono passate da 6 a 50 tonnellate. Su questa economia vivono più di 100 famiglie. La nostra presenza costante ci fa ripetere che simili prodotti non possono essere venduti come un panino, vanno spiegati.
Sei euro al chilo è il prezzo attuale del muscolo al dettaglio. Un euro e cinquanta centesimi al pezzo quello dell’ostrica che, però, nel suo top di gamma può raggiungere i due euro”.
Sono espressioni del legame profondo tra mare, tradizione e comunità: un patrimonio che diventa valore autentico sulle tavole e nei piatti dei ristoranti. Il muscolo della Spezia vanta un guscio scuro, carne saporita e compatta, gusto pieno e marino. Il suo gusto è equilibrato e intenso, perfetto in abbinamento alla cucina mediterranea.
L’ostrica spezzina presenta un guscio levigato, muscolo adduttore robusto, carne oltre il 14% per un gusto deciso e mediterraneo. “Dallo stabulatore di Santa Teresa, i nostri mitili e le nostre ostriche raggiungono ogni giorno i principali canali di vendita. Serviamo la grande distribuzione organizzata e i grossisti del settore alimentare presenti su tutto il territorio nazionale, un avvento che ha cambiato radicalmente il concetto dell’antica pescheria” prosegue Pinza.
Santa Teresa, a Lerici, segna il cuore pulsante dell’attività. Lì si trovano lo stabulatore – impianto per il confinamento, l’allevamento o il trattamento – unico esempio in Liguria, e il Museo della Mitilicoltura. Un luogo dove tradizione, innovazione e divulgazione si incontrano, raccontando la storia dei muscoli e delle ostriche del Golfo della Spezia e mostrando da vicino le fasi del ciclo produttivo. All’interno del Centro di Lerici è possibile visitare il Museo della Mitilicoltura, uno spazio che ripercorre la nascita e l’evoluzione di questo antico mestiere. Fotografie d’epoca, attrezzi del passato e strumenti moderni guidano i visitatori in un viaggio tra memoria e innovazione. Il domani? La visione del direttore: “Deve fare i conti con un cambiamento climatico evidente. Tuttavia, lavorando sulle acque del Tirreno, per ora, riusciamo a gestire le conseguenze di simili mutamenti.
L’attuale richiesta più pressante, per garantire un ulteriore sviluppo a questa economia, che non vuole raddoppiare gli attuali standard, guarda alla possibilità di diradamento della diga foranea spezzina. Un simile investimento garantirebbe l’allargamento della zona di seme, e dunque di produzione, davanti ad Ameglia in un’epoca in cui, complice anche l’abbandono dell’allevamento di orate in zona, notiamo un aumento della presenza di prodotto”.
Per info: O.P. Organizzazione di produttori Mitilicoltori Spezzini – Via Santa Teresa, 21 – San Terenzo Di Lerici (SP).
Tel. +39 – 0187.97.02.10 – www.mitilicoltori.it – cooperativa@mitilicoltori.it
Gilberto Volpara








