Il percorso di valorizzazione del Ponente Ligure intrapreso da PEQ AGRI si arricchisce oggi di tre nuove tessere, espressione del recupero e della continuità stilistica dello storico marchio Lupi. L’introduzione di queste etichette risponde alla volontà di esplorare le attitudini meno convenzionali di due vitigni simbolo del territorio, l’Ormeasco e il Pigato, declinati sia attraverso la precisione del Metodo Classico, sia attraverso la valorizzazione monumentale di vecchi ceppi aziendali. Il risultato è un racconto liquido che si muove tra la verticalità delle zone montane e la complessità minerale dei suoli di pianura con una solida attenzione alla tenuta nel tempo. Il viaggio ideale comincia a Pornassio, tra i filari della vigna Braje, dove la quota altimetrica e la tessitura franco-limosa del suolo offrono le condizioni ideali per la spumantizzazione dell’Ormeasco.
Nel Lupi Braje Metodo Classico Rosé Brut, la pressatura soffice e una breve permanenza a contatto con le bucce definiscono un colore rosa tenue e luminoso. Il vino affronta poi una sosta sui lieviti che spazia dai ventiquattro ai trenta mesi, un periodo lento che integra la freschezza originaria con una struttura cremosa. Al naso si esprime con piccoli frutti rossi, ciliegia e sfumature di agrumi e crosta di pane, anticipando un sorso verticale, nitido e caratterizzato da una caratteristica chiusura sapida che ne delinea il carattere gastronomico.

Spostandosi verso la piana di Salea d’Albenga, l’attenzione si concentra sul Pigato, tradizionalmente vinificato fermo, ma qui interpretato in una veste spumantistica rigorosa con il Lupi Petraie Metodo Classico Brut. Le uve provengono da terreni a matrice prevalentemente argillosa, capaci di trasferire nel calice un corpo e una persistenza che non svaniscono con la presa di spuma. Dopo un affinamento in bottiglia sui lieviti compreso tra i due e i tre anni, il vino si presenta con un colore giallo paglierino dai riflessi dorati e un profilo olfattivo sobrio ed elegante, dove i richiami alla pesca bianca e agli agrumi si fondono a leggeri sentori di lievito e a chiare note minerali. In bocca l’equilibrio gioca sulla combinazione tra una spiccata sapidità e uno sviluppo avvolgente e armonico.

La medesima area di Salea d’Albenga, e nello specifico la storica vigna di Campo Rosso, custodisce infine la materia prima per il Lupi Vignamare Pigato Oro, un vino fermo che rappresenta un vero e proprio esercizio di pazienza e rispetto per i tempi della terra. Le vigne da cui provengono i grappoli selezionati superano gli ottant’anni d’età e affondano le proprie radici in un’argilla rossa profonda e ricca di minerali. La scelta produttiva prevede una fermentazione di quindici giorni interamente svolta in legno, seguita da trentasei mesi di sosta sur lies e ulteriori sei mesi di affinamento in bottiglia. Questo percorso consegna un vino dal colore dorato brillante e dal profilo olfattivo denso, caratterizzato da cenni di pesca, miele, sfumature di macchia mediterranea e una pronunciata evoluzione idrocarburica. Al palato emerge la stoffa dei vecchi ceppi, manifestandosi in una struttura ampia, profonda e destinata a una lunghissima evoluzione in cantina.

Per maggiori info: www.peqagri.it

