Il Pigato è considerato uno dei simboli enologici della regione, apprezzato per la sua personalità, la sua sapidità e il forte legame con il territorio. Parlare di Pigato significa raccontare una delle espressioni più autentiche del vino ligure.
Oggi il vitigno vive una fase di particolare dinamismo: accanto alla tradizionale versione ferma, infatti, alcuni produttori stanno esplorando con successo anche la via dello spumante, ampliandone le possibilità espressive. Tuttavia, il cuore della sua identità resta saldamente legato alla DOC Riviera Ligure di Ponente, territorio che ne custodisce storia, carattere e vocazione.
Il Pigato è tradizionalmente considerato il vitigno bianco simbolo della Liguria occidentale. Geneticamente vicino al Vermentino, dal quale però si differenzia per alcune caratteristiche ampelografiche e per una personalità aromatica più intensa e complessa, trova nella Riviera di Ponente condizioni pedoclimatiche uniche che ne esaltano il carattere.
Le origini del Pigato
Le sue origini rimangono avvolte nel mistero. Secondo una delle teorie più accreditate, il vitigno sarebbe arrivato in Liguria dalla Grecia, probabilmente attraverso le antiche rotte commerciali del Mediterraneo.
Alcune fonti lo collegano alla Tessaglia approdando sulle coste liguri grazie ai traffici marittimi della Repubblica di Genova e ipotizzano un lungo processo di adattamento alle condizioni climatiche e geologiche della Riviera Ligure di Ponente. Le prime testimonianze documentate della sua presenza in Liguria risalgono al Seicento, mentre la sua diffusione più ampia avvenne tra il XVIII e il XIX secolo. Il nome deriva probabilmente dal termine dialettale ligure pigau, ovvero “macchiato”, in riferimento alle tipiche punteggiature color ruggine che compaiono sugli acini a piena maturazione.
Un vitigno che parla il linguaggio del terroir: pochi vitigni italiani mostrano una sensibilità ai luoghi di coltivazione paragonabile a quella del Pigato. Non esiste infatti “un” Pigato, ma una molteplicità di interpretazioni che variano in funzione dell’altitudine, dell’esposizione, della vicinanza al mare e soprattutto della natura dei suoli. Se il Vermentino trova la sua massima espressione nei terrazzamenti più prossimi alla costa, il Pigato sembra prediligere quote leggermente più elevate, generalmente comprese tra i 150 e i 350 metri sul livello del mare. Qui beneficia di una preziosa combinazione tra il calore mediterraneo diurno e le escursioni termiche notturne, fattori fondamentali per preservare acidità e patrimonio aromatico.
Alle spalle dei vigneti si ergono le Alpi Marittime, che proteggono il territorio dalle correnti continentali più fredde. Davanti, il Mar Ligure esercita una costante azione mitigatrice e porta sulle vigne brezze saline che ritroviamo puntualmente nel bicchiere sotto forma di sapidità e freschezza. I suoli del Pigato: terre bianche e terre rosse: la straordinaria capacità del Pigato di interpretare il territorio emerge soprattutto dall’analisi dei suoli; nei terreni calcarei e argillosi delle cosiddette terre bianche, il vino sviluppa profili più eleganti e raffinati. Emergono tensione gustativa, freschezza, note floreali e agrumate, accompagnate da una marcata verticalità. Nelle terre rosse, ricche di ossidi di ferro, il Pigato assume una struttura più ampia e profonda. I vini risultano più materici, con una componente minerale pronunciata, maggiore volume al palato e una capacità evolutiva particolarmente interessante. L’argilla, molto diffusa nell’entroterra, svolge inoltre un ruolo essenziale nel trattenere le riserve idriche durante le estati sempre più calde e siccitose, garantendo alla vite un equilibrio vegeto-produttivo ottimale.
Le zone più vocate della DOC Riviera Ligure di Ponente
Salea e Bastia: l’eleganza dell’Albenganese
Nell’entroterra di Albenga, le frazioni di Salea e Bastia rappresentano alcune delle aree più interessanti per la coltivazione del Pigato. Qui le brezze marine risalgono costantemente le pendici collinari, favorendo maturazioni lente e complete. I vini che nascono da questi versanti si distinguono per spiccata sapidità, acidità ben integrata e una caratteristica vena balsamica che ne sostiene la longevità. Non è un caso che proprio in queste zone siano stati individuati alcuni dei primi veri “cru” del Pigato ligure, vigneti storici come Campo Rosso, Petraie, Ca’ de Pria e Ca’ de Berta, valorizzati già negli anni Ottanta dalla critica specializzata come singole espressioni territoriali. Altra zona vocata è senza dubbio il cru Le Marixe, una località vitata della piana e delle prime colline di Albenga. Il contesto è quello della vicinanza al mare e dei terreni agricoli della piana ingauna, elementi che contribuiscono al carattere sapido e mediterraneo dei vini della zona.
Ortovero: la culla storica del Pigato
Se esiste un comune che può essere considerato il cuore storico del Pigato, questo è certamente Ortovero. Qui nel 1830 l’arciprete Francesco Gagliolo impiantò uno dei primi vigneti documentati del vitigno. Ancora oggi Ortovero rappresenta uno dei maggiori poli produttivi della denominazione, grazie a un perfetto equilibrio tra influenza marina ed entroterra. La vicinanza alla costa mantiene elevata la componente salina, mentre le colline circostanti favoriscono importanti escursioni termiche. Il risultato sono vini completi, strutturati, dotati di una notevole capacità di evoluzione in bottiglia.
La Valle Arroscia e Ranzo
Il grande terroir del Pigato: per molti osservatori e appassionati, la Valle Arroscia rappresenta la massima espressione territoriale del Pigato. Entrando nella valle, il paesaggio si restringe attorno al torrente Arroscia. I vigneti, spesso coltivati su stretti terrazzamenti sostenuti dai tradizionali muretti a secco, si alternano a uliveti e macchia mediterranea in un mosaico agricolo di rara bellezza. È soprattutto il comune di Ranzo a distinguersi per vocazione. Qui il Pigato affonda le proprie radici in terreni che alternano argille bianche e terre ferrose rosse, generando vini di grande complessità minerale. Alcune vigne sono ormai considerate autentici cru territoriali. Tra queste spiccano Bonfigliara e soprattutto le Russeghine che rappresenta una delle espressioni più identitarie del vitigno Pigato; il contesto pedoclimatico particolarmente favorevole alla valorizzazione delle caratteristiche varietali e territoriali è costituito dal suolo, formato da argille rosse ricche di scheletro e con significativa presenza di minerali di ferro. Questa matrice geologica contribuisce a definire il carattere del vino, conferendogli una marcata componente minerale e una spiccata sapidità. L’esposizione collinare favorisce una maturazione regolare delle uve, permettendo al Pigato di sviluppare una notevole intensità aromatica mantenendo al tempo stesso equilibrio ed eleganza. Le Russeghine può essere considerato un esempio di Pigato in cui il concetto di cru emerge con particolare evidenza. L’interazione tra vitigno e terreno genera un vino capace di esprimere con precisione il carattere della Valle Arroscia, privilegiando profondità, tensione minerale e riconoscibilità territoriale rispetto a interpretazioni più immediate o esclusivamente fruttate.
Un bianco capace di sfidare il tempo
Contrariamente a quanto si pensa per molti vini bianchi, il Pigato possiede interessanti capacità evolutive. La sua struttura, la buona dotazione acida e la naturale sapidità gli consentono di affrontare un periodo di affinamento che può arricchirne il profilo aromatico. Generalmente il Pigato viene apprezzato nei primi tre anni dalla vendemmia, periodo nel quale esprime al meglio la sua freschezza aromatica e la vivace componente marina.
Tuttavia, le migliori selezioni e le riserve possono superare ampiamente questa soglia. I vini provenienti da annate favorevoli, con adeguata struttura ed estratto, mostrano una notevole capacità di mantenere equilibrio e personalità anche dopo diversi anni di bottiglia.
Con il tempo il frutto lascia spazio a sfumature più complesse: erbe officinali, resine, pino marittimo, note balsamiche, sensazioni di pietra focaia e, nelle versioni più mature, anche eleganti richiami idrocarburici. L’evoluzione porta il vino verso una dimensione di grande fascino, mantenendo sempre quella matrice sapida e minerale che costituisce la sua firma territoriale. Questo anche grazie ai tioli composti solforati presenti in quantità molto basse: non sono presenti nell’uva principalmente in forma libera, ma come precursori non odorosi; durante la fermentazione alcuni lieviti sono in grado di liberarli e renderli aromaticamente attivi capaci di conferire sentori di agrumi, frutta tropicale, frutto della passione, pompelmo e note vegetali fini.
Con il passare degli anni il vino acquista complessità, eleganza e profondità aromatica, confermandosi uno dei bianchi italiani più interessanti sotto il profilo evolutivo. Un patrimonio enologico che racconta il mare, il sole e i terrazzamenti della Liguria in ogni fase della sua vita.
Nel calice il Pigato si presenta con un colore giallo paglierino intenso, spesso arricchito da riflessi dorati. Al naso esprime un corredo aromatico ampio e riconoscibile: pesca gialla, albicocca, agrumi maturi, ginestra e miele si intrecciano ai profumi della macchia mediterranea, dove emergono salvia, timo, rosmarino e talvolta basilico. L’assaggio è pieno e strutturato. La sapidità rappresenta il tratto dominante, accompagnata da una buona freschezza, da una componente minerale ben evidente e da un finale caratterizzato dal tipico ricordo di mandorla amara e nocciolo di pesca.
Queste peculiarità rendono il Pigato il compagno naturale della cucina ligure, una gastronomia che da sempre vive dell’incontro tra i prodotti della terra e quelli del mare.
La cucina ligure è famosa per la sua eleganza e per la capacità di valorizzare ingredienti semplici attraverso preparazioni ricche di gusto. In questo contesto il Pigato trova la sua massima espressione con il pesce azzurro, le acciughe ripiene e le tradizionali fritture di mare, il vino esalta la freschezza delle materie prime grazie alla sua struttura equilibrata e alla sua vivace mineralità. Allo stesso modo accompagna magistralmente i crostacei e i frutti di mare, creando un dialogo armonioso tra sapidità e profumi mediterranei.
Ma il legame tra Pigato e cucina ligure va ben oltre il pesce. Piatti simbolo come le trofie al pesto, la torta pasqualina e le verdure ripiene trovano in questo vino un alleato prezioso. Le sue note aromatiche si intrecciano con il basilico, l’olio extravergine d’oliva e le erbe aromatiche che rappresentano il cuore della tradizione gastronomica regionale.
Pigato simbolo dell’identità ligure
Bere un calice di Pigato significa compiere un viaggio nella cultura ligure. Ogni sorso richiama i profumi della macchia mediterranea, le brezze marine e il lavoro di generazioni di viticoltori che hanno saputo preservare un patrimonio enologico di grande valore.
Per questo motivo il Pigato non è soltanto un vino da abbinare ai piatti tipici: è una componente essenziale dell’esperienza gastronomica ligure. La sua capacità di raccontare il territorio lo rende il compagno ideale di una cucina che ha fatto della genuinità, della stagionalità e del rispetto delle materie prime i propri principi fondamentali. Il forte legame tra il Pigato e la cucina ligure rappresenta una delle più affascinanti espressioni dell’identità regionale italiana. Vino e gastronomia si completano a vicenda, dando vita a un connubio che esalta i sapori del territorio e ne racconta la storia. In ogni tavola ligure, il Pigato non è solo una scelta enologica: è un autentico ambasciatore della cultura e delle tradizioni di una terra sospesa tra mare e colline.
In fondo è proprio questa la forza del Pigato: essere, oggi come ieri, il racconto più autentico della Riviera Ligure di Ponente, un vino che riesce a sintetizzare in un solo sorso mare, montagna, vento e pietra.
Le 45 bottiglie di Pigato e le loro cantine
AZIENDA AGRICOLA A MACCIA
Via Umberto I, 54 – Ranzo IM
Tel. +39 366 9022107 – www.amaccia.it
Azienda agricola situata nella Valle Arroscia, guidata oggi dalla quarta generazione tutta al femminile. La cantina propone due interpretazioni di Pigato DOC nate dai vigneti collinari di Ranzo. Il Pigato DOC classico svolge la vinificazione in acciaio ed evidenzia il profilo varietale tipico del territorio: secco, con note di erbe aromatiche, agrume e una caratteristica scia minerale. Il Pigato DOC “D’Una Volta Collezione” è invece una selezione speciale che richiama lo stile di una volta, quello di lasciare il mosto a contatto con le bucce: un bianco di maggiore struttura e concentrazione, caratterizzato da un affinamento prolungato che regala un sorso complesso, pieno e di grande persistenze.
CASCINA NIRASCA
Via Alle Alpi, 3 – Pieve di Teco IM
Tel. +39 335 580 9589 – www.cascinanirasca.org
Fondata nel 2003 a Pieve di Teco (IM) da Marco Temesio e Gabriele Maglio, Cascina Nirasca gestisce circa 5 ettari di vigneti in alta Valle Arroscia, con pendenze che sfidano la viticoltura eroica. Accanto alla valorizzazione dello storico Ormeasco, spicca la produzione del loro Riviera Ligure di Ponente Pigato DOC. Coltivato su terreni ricchi di minerali esposti alle brezze marine, questo bianco esprime un perfetto connubio tra montagna e mare. Affinato in acciaio per preservarne la purezza, si distingue al naso per note di agrumi e macchia mediterranea, regalando al palato un sorso fresco, decisamente sapido e dal tipico finale minerale.
DEPERI
Borgata Caneto, 2 – Caneto IM
Tel. +39 333 308 9919 – www.deperi.eu
Azienda agricola di Ranzo, in Valle Arroscia, radicata nella tradizione vitivinicola del Ponente. La proposta incentrata sul vitigno principe si declina in due etichette distinte. Il Pigato DOC classico, affinato in acciaio, punta sull’immediatezza espressiva, offrendo un sorso fresco, teso e sapido, con sentori di erbe aromatiche e frutti a polpa bianca. Il Pigato Superiore DOC “Cremen” è invece una selezione speciale nata come omaggio al capostipite Clemente (“Cremen” in dialetto): ottenuto dai vigneti più vecchi situati a maggiore altitudine, regala un calice più complesso e strutturato, ricco di sfumature balsamiche, note di miele e profonda mineralità.
FONTANACOTA
Strada Provinciale 3, 137 – Pornassio IM
Tel. +39 333 9807442 – www.fontanacota.it
Guidata con passione dai fratelli Marina e Fabio Berta, l’azienda agricola Fontanacota è una splendida realtà con vigneti in Val Prino e cantina a Ponti di Pornassio (IM). Sotto la DOC Riviera Ligure di Ponente, la cantina produce un’unica, eccellente versione di Pigato, frutto di una viticoltura sostenibile e attenta. Vinificato in bianco in modo classico e affinato per 5 mesi sur lies (sui propri lieviti) in acciaio, questo vino esprime un profilo cristallino e verticale. Al naso regala intensi sentori di frutta bianca, pesca e fiori di campo pervase da una netta nota marina, mentre al palato si rivela fresco, fruttato e dal tipico finale mandorlato
IL CASCIN
Via Don Bronda, 3 – Arzeno d’Oneglia IM
Tel. +39 0183 753083 – www.ilcascin.com
Azienda agricola la cui produzione vitivinicola affonda le radici nell’entroterra di Imperia, con vigneti situati nei Comuni di Cesio e Caravonica tra i 450 e i 600 metri di altitudine. Qui nasce il Pigato DOC “Boschetti”, un bianco che ha una lunga tradizione che deriva dagli antichi vigneti molto prima della classificazione DOC e che risente positivamente delle forti escursioni termiche montane. Vinificato in acciaio per preservare la fragranza del frutto, regala al naso profumi puliti di fiori bianchi, erbe di campo e sottili note agrumate. In bocca il sorso si distingue per una spiccata freschezza acida e un’intensa scia minerale, restituendo un profilo teso, verticale ed essenziale.
LAURA ASCHERO
Piazza Vittorio Emanuele II, 7 – Pontedassio IM
Tel. +39 348 517 4690 – www.lauraaschero.it
Fondata nel 1975 a Pontedassio (IM) e oggi guidata da Marco Rizzo con la moglie Carla e la figlia Bianca, l’Azienda Agricola Laura Aschero è una delle firme più prestigiose e rigorose del Ponente ligure. Seguendo una filosofia produttiva essenziale e mirata alla massima qualità, la cantina propone un’unica, storica versione di Pigato. Il loro Riviera Ligure di Ponente Pigato DOC nasce da vigne collinari splendidamente esposte e ventilate. Lavorato in modo tradizionale con l’aggiunta della criomacerazione e affinato esclusivamente in acciaio, è un vino di straordinaria eleganza. Al naso regala note intense di pesca gialla, miele d’acacia e ginestra; al palato si rivela corposo, morbido e succoso, bilanciato da una decisa scia salina e dal tipico finale ammandorlato.
LOMBARDI
Via Terzorio, 92 – Santo Stefano al Mare IM
Tel. +39 349 352 1569 – www.aziendaagricolalombardi.com
Con una storia familiare che affonda le radici nel Medioevo a Terzorio, l’Azienda Agricola Lombardi si sviluppa in chiave vitivinicola moderna a Santo Stefano al Mare (IM) grazie alla conversione di terreni adibiti alla floricoltura. Sotto la guida di Alice Lombardi, la cantina esprime il legame viscerale con il Ponente ligure gestendo vigne accarezzate dal mare. All’interno della gamma, tutelata dalla DOC Riviera Ligure di Ponente, spicca il celebre Pigato “Abbajae”. Questo bianco, che svolge una criomacerazione e un affinamento di sei mesi in acciaio con costanti batonnage, regala profumi marcatamente fruttati uniti a una beva calda, persistente ed elegantemente sapida.
POGGIO DEI GORLERI
Via Asquasciati snc – Santo Stefano al Mare IM
Tel. +39 0183 086778 – www.tenutemfr.it
Fondata nel 2003 dalla famiglia Merano a Diano Marina (IM), Poggio dei Gorleri è diventata in breve tempo una delle realtà più acclamate del Golfo Dianese. Entrata recentemente nell’orbita di Tenute MFR (gruppo guidato dalla famiglia Risso con Cantine SanSteva), l’azienda ha saputo preservare intatta la propria storica identità e filosofia produttiva. Sotto la DOC Riviera Ligure di Ponente, il suo Pigato si esprime su livelli di assoluta eccellenza territoriale attraverso etichette iconiche come il “Cycnus”, contraddistinto da un sorso cristallino, profondo, teso e ricco di richiami salmastri, e l’“Arveglio”, che nasce da un’attenta selezione delle uve e un affinamento di almeno 12 mesi in acciao.
RAMOINO
Via XX Settembre, 8 – Sarola IM
Tel. +39 0183 52646 – www.ramoinovini.it
Situata a Sarola (IM) e guidata dalla famiglia Ramoino, la cantina valorizza l’entroterra imperiese attraverso una forte impronta gastronomica e territoriale. Sotto la DOC Riviera Ligure di Ponente, l’azienda propone tre interpretazioni di Pigato. Alla linea I Tipici appartiene il Pigato classico, giovane, fresco e affinato in acciaio sui lieviti. Il “Moie” eleva la struttura del vitigno offrendo un sorso fruttato, succoso e marcatamente sapido. Chiude la prestigiosa selezione “Anchisa”, un Pigato evoluto e profondo che affina un anno in barrique, regalando un’inconsueta complessità aromatica con morbide note di pesca e vaniglia.
CANTINE SANSTEVA
Via Asquasciati snc – Santo Stefano al Mare IM
Tel. +39 0183 086778 – www.cantinesansteva.com
Nata nel 2016 per dare un’impronta moderna agli uliveti storici coltivati dalla famiglia Risso fin dagli anni ‘70, le Tenute MFR gestiscono oggi 7 ettari di vigneto e 10 di uliveto a Santo Stefano al Mare (IM). Sotto il marchio Cantine SanSteva la produzione del Pigato DOC si è recentemente estesa includendo anche appezzamenti a Cisano sul Neva e Diano Marina. Vendemmiato a mano a metà settembre e vinificato rigorosamente in acciaio con un successivo affinamento di due mesi in bottiglia, il loro Pigato si presenta nel calice con un colore giallo paglierino e un profilo olfattivo nitido di fiori e frutta, sostenuto al palato da buon volume, freschezza e una bilanciata mineralità. La versione Superiore affina per 6 mesi in barrique usate e altrettanto tempo in bottiglia, esaltandone ulteriormente le caratteristiche e donando al vino spessore e complessità.
TENUTA MAFFONE
Via Case Soprane, 11 – Acquetico IM
Tel. +39 347 124 5271 – www.tenutamaffone.it
Situata a Pieve di Teco (IM) e guidata con passione da Bruno Pollero ed Eliana Maffone, Tenuta Maffone coltiva i suoi vigneti ad altitudini importanti nell’entroterra imperiese. La cantina propone una duplice e affascinante interpretazione del vitigno simbolo del Ponente. Il loro Pigato Montania DOC classico esprime freschezza immediata, con note agrumate e di macchia mediterranea ben bilanciate da una decisa sapidità. La selezione “Giuanò” rappresenta invece la versione più complessa e strutturata: un Pigato Superiore da vigne vecchie che affina sui lieviti, regalando una notevole ampiezza aromatica, corpo e una straordinaria persistenza minerale.
VIS AMORIS
Str. Vasia – Imperia IM
Tel. +39 347 369 0453 – www.visamoris.it
Azienda specializzata nella valorizzazione del Pigato, con vigneti collinari affacciati sul mare d’Imperia. La cantina propone tre diverse interpretazioni DOC. Il Domè è la versione classica in acciaio, fresca e immediata, dai profumi di agrume, erbe aromatiche e con la tipica scia sapida. Le altre due etichette sono condotte in regime biologico. Il Verum (Bio) lavora sulla purezza espressiva del vitigno, offrendo un profilo pulito, minerale e di grande tensione acida. Il Sogno (Bio) rappresenta invece la versione più complessa e strutturata, con un affinamento lungo che regala ampiezza, note di frutta matura e un sorso profondo.
ANFOSSI
Via Paccini, 39 – Fraz Bastia SV
Tel. +39 339 671 5569 – www.anfossi.net
Storica attività situata a Bastia d’Albenga, attiva nella produzione vitivinicola locale fin dal 1919. La proposta incentrata sul vitigno principe della Piana si concretizza nel loro Pigato DOC, vinificato tradizionalmente in vasche d’acciaio a temperatura controllata per preservare l’integrità della varietà. Il vino si presenta con un colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso prevalgono i tratti classici della cultivar, con marcati sentori di pesca gialla, fiori bianchi ed erbe della macchia mediterranea. In bocca è secco, sorretto da una buona spalla acida e da una netta sapidità finale.
BIOVIO
Via Crociata, 24 – Albenga SV
Tel. +39 335 136 1851 – www.biovio.it
Pioniera del biologico nella Piana di Albenga, la famiglia Vio valorizza l’anima del Pigato attraverso tre interpretazioni uniche. Il Marenè è l’espressione più fresca e immediata, dai profumi di macchia mediterranea e pesca, con un finale sapido e ammandorlato. Il Grand-Père, ottenuto con macerazione sulle bucce, regala un calice dorato, strutturato e complesso, ricco di note di frutta candita e resina. Infine il Bon in da Bon, frutto di una selezione in vendemmia tardiva, si rivela un sorso avvolgente, profondo ed elegante, capace di sfidare il tempo con i suoi marcati cenni salmastri e idrocarburici.
CANTINA SANCIO
Via Laiolo, 73 – Spotorno SV
Tel. +39 019 743255 – www.cantinasancio.it
Fondata a Spotorno (SV) negli anni ‘60 da Mario Sancio e guidata oggi dal figlio Riccardo, la cantina esprime l’essenza della viticoltura ligure a picco sul mare. L’azienda produce due distinte e apprezzate versioni di Riviera Ligure di Ponente Pigato DOC. Accanto al Pigato classico, fresco, immediato e ricco di vibranti note salmastre dovute alla vicinanza della costa, spicca la selezione “Cappellania”. Questo vino nasce in purezza dalle vigne storiche dell’omonima località dove l’avventura della cantina ha avuto inizio, regalando un sorso di grande personalità, profondo, caldo, marcatamente minerale e persistente.
CLAUDIO VIO
Frazione Crosa, 16 – Vendone SV
Tel. +39 339 707 7180
Piccola realtà vitivinicola situata nell’entroterra della Valle Arroscia, a Vendone, dove le vigne si arrampicano su terrazzamenti collinari soggetti a importanti escursioni termiche. La cantina firma un unico Pigato DOC che riflette fedelmente le peculiarità di questo territorio di montagna. Vinificato esclusivamente in acciaio, il vino si distingue per una spiccata freschezza e un profilo aromatico affilato: al naso emergono cenni di macchia alpino-mediterranea, fieno ed erbe di campo, affiancati da note agrumate. In bocca l’assaggio è teso, verticale e pulito, dominato da una profonda vena minerale e salina.
DURIN
Via Roma, 202 – Ortovero SV
Tel. +39 0182 547007 – www.durin.it
Fondata ad Ortovero (SV) e guidata da Antonio Basso, dalla moglie Laura e dai figli Giacomo e Giovanni, la cantina Durin è un punto di riferimento per la valorizzazione del vitigno simbolo del Ponente. L’azienda esprime la complessità del territorio attraverso tre distinte espressioni, tutte rigorosamente sotto la DOC Riviera Ligure di Ponente. Il Pigato classico si distingue per freschezza, note di pesca e tipico finale mandorlato. Il cru “Braie” nasce da vigne vecchie, offrendo una struttura più complessa, avvolgente e profonda. Completa la gamma “I S-cianchi”, un Pigato tradizionale macerato sulle bucce che regala un sorso sapido, caldo e ambrato
ENRICO DARIO
Via Massari, 4 – Bastia SV
Tel. +39 320 551 0946 – www.enricodario.it
Realtà a conduzione familiare con sede a Bastia d’Albenga. La cantina propone due etichette di Pigato DOC, legate alla tradizione locale. Il Pigato DOC tradizionale è un bianco d’acciaio, secco, caratterizzato da spiccata acidità, sentori di erbe aromatiche e una spinta mineralità al palato.
Il Pigato Superiore DOC “U Baletta” rappresenta la selezione della casa: nasce da uve raccolte a piena maturazione e da un affinamento più lungo. Presenta un corpo più solido, grado alcolico leggermente superiore e profili aromatici più complessi, adatti al consumo a tutto pasto.
EUFONIA DEL MARE
Via Manie, 25 – Finale Ligure SV
Tel. +39 329 0715556 – www.eufoniadelmare.it
Nuova realtà vitivinicola con terreni situati sull’altopiano de Le Manie, territorio caratterizzato da terreni calcarei e dalla costante esposizione alle brezze marine. La cantina firma un Pigato DOC che interpreta con pulizia le peculiarità di questo specifico microclima costiero.
Vinificato in acciaio a temperatura controllata per preservare l’integrità del vitigno, il vino esprime al naso profumi franchi di macchia mediterranea, erbe aromatiche e toni agrumati. Al palato si presenta secco, guidato da un’evidente spalla acida e da un’impronta salina marcata, che garantiscono un sorso teso, fresco e di ottima beva.
FEIPU DEI MASSARETTI
Regione Massaretti, 8 – Albenga SV
Tel. +39 0182 20131 – www.aziendamassaretti.it
Storica cantina di Albenga tra i nomi di riferimento della viticoltura ligure, pioniera della valorizzazione dei vitigni autoctoni. La gamma propone due versioni di Pigato DOC di grande precisione. Il Pigato DOC tradizionale è un bianco d’acciaio fresco, lineare e immediato, caratterizzato da vivi sentori di macchia mediterranea, pesca e una spiccata nota salmastra al palato. Il Pigato DOC “La Palmetta” rappresenta l’etichetta di punta della casa, ottenuta da una selezione accurata delle uve producendo un vino di maggiore corpo, spessore ed eleganza, dove l’acidità e la ricchezza fruttata si fondono in un sorso avvolgente, complesso e di eccellente longevità.
PEQAGRI – LUPI
Strada Castello, 20 – Andora (SV)
Tel. +39 0182 03 80 67 – www.peqagri.it
Progetto agricolo che valorizza la storicità del marchio Lupi attraverso quattro distinte espressioni di Pigato DOC. Il Pigato DOC d’ingresso è la versione classica in acciaio, fresca, salmastra e immediata. Si passa poi ai cru di matrice territoriale: il Petraie evidenzia note più calde e avvolgenti con spiccata maturità di frutto; Canneto lavora sulla vena minerale e rocciosa delle vigne di collina, offrendo un sorso teso e verticale; infine Vignamare, nato da impianti a ridosso della costa, su una collina di argilla rossa regala una cifra sapida marcata, quasi salata, unita a profumi balsamici e profonda persistenza, ottimo anche a 10 anni dalla vendemmia!
TORRE PERNICE
Regione Torre Pernice, 3 – Albenga SV
Tel. +39 0182 20042 – www.torrepernice.it
Tra i produttori storici della piana di Albenga, la cantina Torre Pernice è guidata dalla famiglia Sartori, che cura i vigneti attorno all’antica torre medievale sede dell’azienda. Il loro Pigato Riviera Ligure di Ponente DOC propone un’interpretazione di grande aderenza territoriale. Presenta un colore giallo paglierino con riflessi dorati e un profilo aromatico caratterizzato da macchia mediterranea, pesca bianca e note agrumate. In bocca è teso, fresco e spiccamente sapido, con un finale pulito e la classica nota di mandorla amara. Un assaggio rigoroso e rappresentativo del vitigno.
VECCHIA CANTINA
Via Corta, 3 – Albenga SV
Tel. +39 339 379 3641 – www.lavecchiacantinacalleri.it
Fondata nel 1977 a Salea d’Albenga da Umberto e Anna Calleri, l’Azienda Agricola La Vecchia Cantina guidata da Paola Calleri e Ennio Bertolotto e dal figlio Filippo esalta il vitigno principe del territorio attraverso due eccezionali etichette a denominazione DOC Riviera Ligure di Ponente.
Il Pigato “U Pendin” è l’anima fresca e scattante della cantina, caratterizzato da evidenti note di erbe aromatiche, richiami salmastri e una vibrante sapidità al palato. La prestigiosa selezione “Rocca Madre” rappresenta invece la versione più complessa e strutturata: grazie a una criomacerazione e a un lungo affinamento, regala un sorso avvolgente, caldo, profondo e dalla persistenza straordinariamente minerale.
VITICOLTORI INGAUNI
Via Roma, 3, – Ortovero SV
Tel. 0182 547127 – www.viticoltoriingauni.it
Nata nel 1976 ad Ortovero (SV) dall’unione di tredici soci fondatori, la Cooperativa Viticoltori Ingauni festeggia quest’anno l’importante traguardo dei 50 anni di storia, confermandosi colonna portante dell’enologia del Ponente ligure. La produzione ruota attorno al vitigno simbolo del territorio, declinato in due grandi versioni. Il Pigato DOC classico si distingue per l’immediata tipicità: caldo, secco e con intensi sentori di pesca matura e mandorla. La pregiata selezione nasce invece da un’innovativa crio macerazione carbonica con battonage sulle fecce, che regala un sorso incredibilmente profondo, sapido, avvolgente e di grande struttura.
LA RASSEGNA DEL PIGATO A SALEA
La valorizzazione del Pigato passa da oltre cinquant’anni attraverso un evento simbolo della Riviera di Ponente: Sagralea. Nata nel lontano 1968 a Salea d’Albenga da una forte intuizione comunitaria, la rassegna è arrivata con successo alla sua 57ª edizione, rinnovando ogni anno la passione per questo straordinario vitigno autoctono. Durante la stagione estiva, la manifestazione richiama migliaia di visitatori attirati dalla possibilità di degustare le diverse interpretazioni del Pigato — dalle versioni più giovani e minerali a quelle più strutturate ed affinate — direttamente a contatto con le cantine del territorio. L’evento unisce l’eccellenza enologica alla grande gastronomia ligure, offrendo un ricco calendario di incontri, convegni e spettacoli che accendono i riflettori sulla viticoltura eroica della Liguria. Un viaggio autentico tra profumi, sapori e tradizioni da non perdere. Info e novità su www.sagralea.it.


Bere un calice di Pigato significa compiere un viaggio nella cultura ligure. Ogni sorso richiama i profumi della macchia mediterranea, le brezze marine e il lavoro di generazioni di viticoltori che hanno saputo preservare un patrimonio enologico di grande valore. 











































