Slow Food premia la Liguria: Carolina Vio è il “Giovane dell’anno” di Osterie d’Italia 2027

L’OrtOsteria Renè di Albenga conquista la Chiocciola e Carolina Vio il riconoscimento intitolato a Vittorio Fusari. In regione le Chiocciole salgono a 12.

Due riconoscimenti in un colpo solo per l’Ortosteria da Renè di Bastia, frazione di Albenga. Nella guida Osterie d’Italia 2027 di Slow Food, presentata il 19 ottobre a Torino alle OGR, il locale ottiene la Chiocciola. A Carolina Vio va inoltre il premio Giovane dell’anno “Vittorio Fusari”, sostenuto dal Consorzio Franciacorta e dedicato al ricambio generazionale nella ristorazione.

Il premio racconta una cucina che nasce dal territorio, dalla qualità delle materie prime, dall’autoproduzione e dal valore della prossimità. «Un percorso fatto di ricerca, dedizione e lavoro quotidiano», scrive l’Ortosteria nel suo ringraziamento, condiviso con la famiglia e con tutto lo staff.  Contatti: https://www.biovio.it/ortosteria/

Come redazione di LiguriaFood facciamo i complimenti a Carolina Vio e vi segnaliamo l’articolo che avevamo realizzato nella nostra visita effettuata nel 2023: https://www.liguriafood.it/2023/11/04/stile-biovio-lortosteria-rene/

Una Liguria che cresce

Quella di Carolina è una delle tre Chiocciole liguri in più rispetto allo scorso anno. La regione passa da 9 a 12 locali premiati, dopo tre edizioni consecutive (2024, 2025 e 2026) ferme a quota nove.

Le altre due Chiocciole in più rispetto al 2026 sono:

  • Dalla Padella alla Brace, a Imperia. Un’osteria che punta su un menù che cambia ogni settimana, su ingredienti locali e su una proposta in buona parte senza glutine. Un’impostazione che unisce la tradizione a un approccio più contemporaneo.
  • Contatto https://dallapadellallabrace.com
  • Da Fiorella, a Luni, in provincia della Spezia. Non è un’esordiente: era già comparsa tra le Chiocciole della guida in edizioni passate (dal 2018 al 2020 almeno, a Ortonovo e poi a Luni) e quest’anno torna a figurare tra le migliori osterie d’Italia.
  • Contatto: Tel. 0187 66857

Restano confermate le nove osterie già presenti nell’edizione 2026:

  • Cian de Bià, Badalucco (IM)
  • Mse Tutta, Calizzano (SV)
  • Caccia C’a Bugge, Campo Ligure (GE)
  • A Viassa, Dolceacqua (IM)
  • Raieü, Lavagna (GE)
  • Ligagin, Lumarzo (GE)
  • Baccicin du Caru, Mele (GE)
  • La Brinca, Ne (GE)
  • U Giancu, Rapallo (GE)

Fra i premi speciali di quest’anno, Carolina è l’unica premiata ligure. Gli altri sono andati a realtà di altre regioni: Novità dell’anno a Martina Russi del ristorante Radici di Vico del Gargano, Oste dell’anno a Maria Dadomo Campanini, novantenne titolare dell’Osteria Campanini di Busseto.

La Chiocciola è il massimo riconoscimento della guida e viene assegnata ai locali che si distinguono per proposta, ambiente, cucina e accoglienza in sintonia con i valori di Slow Food. Su 1.952 indirizzi recensiti in tutta Italia, solo 335 la ricevono. Questo la rende un segno di qualità riconoscibile ben oltre i confini regionali, per chi viaggia e sceglie dove mangiare con la guida in mano.

Per la Liguria il risultato ha un valore particolare. Con 12 Chiocciole la regione è ancora lontana dalle più premiate (la Campania ne ha 34, il Piemonte 31), ma la crescita dopo tre anni di stabilità dice che c’è una nuova generazione di locali che lavora sulla filiera corta, sull’autoproduzione e sul legame con il territorio. Sono gli stessi temi su cui, secondo la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini, le osterie sono chiamate a misurarsi ogni giorno, tra costo delle materie prime, energia e lavoro. In una regione dove l’entroterra fatica a trattenere attività e giovani, dalle valli dell’Imperiese all’alta Val Bormida fino alla Lunigiana, una Chiocciola può fare la differenza per l’economia di un paese.

La trentasettesima edizione di Osterie d’Italia è in libreria dal 21 ottobre a 24,90 euro e sarà disponibile in app dal 3 novembre.

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