Un Pigato che sa di mare, due amici sinceri come il vino e un’etichetta che li unisce in un inno alla vita. Storia di un “abbraccio liquido” tra Vini Sancio e l’arte di Roby Giannotti per sostenere le famiglie in difficoltà dell’Ospedale Gaslini.
C’è una frase che ti si incolla addosso come il sale dopo un bagno al Merello: “Tutto ciò che esiste, danza insieme”. Questa frase l’ha sentita Riccardo Sancio – che tutti chiamano Rik, perché in Liguria i nomi si accorciano per risparmiare fiato per le salite – una sera a Villa Duchessa di Galliera. C’era il Teatro della Tosse, davano il “Gran Ballo di Venere”, ispirato a Ovidio. E lì, tra una metamorfosi e l’altra, Riccardo ha avuto l’illuminazione. Perché il vino, quello vero, non è solo uva fermentata. È vita che cambia stato. E siccome le cose belle non arrivano mai da sole, e vanno condivise, Rik ne ha parlato con Roby. Roby è per noi Roby Giannotti, un altro che la Liguria ce l’ha tatuata non sulla pelle, ma nell’anima. Artista, fumettista, sognatore quotidiano.
Dalle loro quattro mani e due cuori, quel ballo teatrale è diventato “La danza delle acciughe”. Una danza vera, liquida, marina ed enoica insieme. Una danza solidale.
«Con Rik ci siamo conosciuti un paio d’anni fa ed è nata subito una bellissima amicizia», racconta Roby Giannotti con quella sincerità disarmante che hanno gli artisti veri. E Riccardo Sancio gli fa eco, ricordando come quella frase del teatro gli sia «entrata dritta dentro», specialmente «visto i momenti difficili che stiamo attraversando».
Di etichette, Roby ne aveva già disegnate tante, ma mai per un vino ligure. E Rik glielo aveva promesso: «prima o poi, dobbiamo farne una insieme». Il tema? Di casa: le acciughe. Perché Roby, con le acciughe, ci parla: le disegna, le rincorre, le trasforma in simboli, ne fa palloni e galassie nelle sue opere, proprio come nella sua serie “Balun de anciue”. E forse è inevitabile pensare a De André e al suo “E anciue fàn u palùn”, quel ritornello che ogni ligure porta nella tasca interna del cuore, insieme all’odore del basilico e della focaccia sfornata all’alba. «Le acciughe sono umili, ma nobili – racconta Giannotti – e la danza che Riccardo aveva in mente si incastrava perfettamente con ciò che creo da anni. Gli ho detto: guarda, ce l’ho già in testa». Ed eccola, allora: un’etichetta che è un piccolo manifesto mediterraneo tra ondate di luce e colore che ricordano il mare di Spotorno, proprio quando si schiude dopo la curva, lì al Merello, e poi risale con la sua essenza verso i vigneti. Perché, anche in vigna, tutto danza. Le foglie che tremano, il profumo del mare che raggiunge i grappoli, l’aria salmastra che gioca con gli acini di Pigato mentre maturano sulle “fasce” di Spotorno, nella località Cappellania, che è un po’ la Betlemme di questa bottiglia speciale, battezzata da un’amicizia che diventa sociale.
È una zona che odora ancora di rosmarino selvatico, di mirto e lavanda, quella macchia mediterranea che ti accoglie prima ancora che tu te ne accorga, come una madre premurosa che ti prepara la sedia appena arrivi. Per questa bottiglia danzante, Riccardo Sancio ha scelto un vino due volte “eroico”: il suo Pigato Riviera Ligure di Ponente DOC 2024. Qui c’è l’eroismo di chi coltiva la terra strappandola alla verticalità; e, adesso, anche quello delle famiglie che, scontrandosi con la malattia infantile, combattono battaglie che nessun bambino, e genitore, dovrebbe mai affrontare. Le acciughe disegnate da Giannotti sembrano i filamenti di vita che uniscono questi due mondi diversamente eroici in un unico movimento fraterno. È il moto perpetuo dell’esistenza, quella di tutti i giorni, in cui siamo tutti un po’ acciughe, in fondo. Ci muoviamo in questa giostra quotidiana, veloci, a volte disorientati come Ulisse che cerca la via di casa, sballottati dalle correnti, ma sempre cercando di rimanere insieme. E Riccardo, che è un purista, ma con lo sguardo lungo, ha fatto una magia. Queste uve Pigato in purezza sono state trattate coi guanti: il 50% vinificato in bianco classico, l’altro 50% con una criomacerazione di dieci ore. Tradotto per chi, come me, non è sommelier: ne hanno estratto l’anima profumata, che sa di mare.
Il risultato? Un vino che affronta di petto la sfida del tempo e della longevità; che risponde alla chiamata dell’invecchiamento con la dignità dei più miti, conservando le sue note di frutta, fiori ed erbe spontanee. Un vino che, nel suo finale salmastro, ci regala una promessa di fedeltà al suo mare e che, con le acciughe – in cucina, come nell’immaginario – parla la stessa lingua. Tutto questo nasce in un’azienda che è un piccolo “santuario” della biodiversità: la parte nuova della cantina è interrata per non disturbare il paesaggio, e tra i filari si rispettano i tempi della natura e il suo equilibrio.
E quell’equilibrio, guarda caso, è il filo che lega tutto: l’amicizia tra “Rik e Roby”, la danza delle acciughe, il ritmo della vigna, il mare che continua a tornare. E adesso anche la solidarietà. Fare qualcosa per il Gaslini, infatti, era già un sogno di Riccardo: «Da tanti anni lo desideravo», dice. E quando i sogni sono profondi, trovano la loro strada. Anche la risposta del territorio è stata poderosa: ristoratori, albergatori, amici, clienti storici dei Vini Sancio sono arrivati in cantina “a sfilare”, uno dopo l’altro, per avere la loro bottiglia, immancabile, da bere o da collezionare. Per sostenere l’Ospedale che appartiene alla memoria condivisa di tutta la Liguria, dove tanti “bambini di ieri” hanno lasciato una parte di sé per poterne recuperare un’altra.
E il Pigato di Sancio, che già viaggiava fiero sulle tavole di Tokyo e degli Stati Uniti portando il nome della sua regione nel mondo, oggi si fregia di un compito ancora più nobile: sostenere un’altra eccellenza del nostro territorio, che gode di un riconoscimento e di un rispetto internazionale. La danza di quelle acciughe, allora, diventa un abbraccio per tutti e di tutti. E i fondi raccolti dalla vendita di queste bottiglie in edizione limitata verranno destinati al progetto di accoglienza e sostegno delle famiglie in difficoltà portato avanti dalla Fondazione Gaslininsieme ETS. Trecento bottiglie totali che, in realtà, non finiranno mai: una volta terminato il vino che contengono, saranno vasi d’autore.
Ci si metterà un fiore, e l’acqua dentro continuerà il racconto della danza. Ed è una danza che celebra la libertà: quella di muoversi nel proprio spazio, di inseguire i propri sogni imparando ad aspettarli, di coltivare le proprie amicizie. Di ritrovare casa ogni volta che ci sentiamo un po’ persi. Di riconoscere, in quelle infinite sfumature di blu, un’eco lontana ma potentissima: la nostra luce che torna a cercarci. E noi, piccoli e umili come le acciughe di Roby, non possiamo fare altro che unirci al ballo. Cin cin. E che la danza sia lieve per tutti.
Renata Cantamessa (Fata Zucchina)
“LA DANZA DELLE ACCIUGHE” BOTTIGLIA SOLIDALE PER GASLININSIEME
La bottiglia solidale “La danza delle acciughe” è un’edizione limitata in 300 esemplari, voluta e creata da Sancio Vini di Spotorno con il suo Pigato Riviera Ligure di Ponente DOC 2024, in collaborazione con l’artista savonese Roby Giannotti. Ecco tutti i dettagli per unirvi a questa danza della solidarietà.
La finalità: sostenere il progetto “Accogliere oltre che curare” di Fondazione Gaslininsieme ETS, dedicato all’aiuto delle famiglie in difficoltà che devono assistere i propri figli ricoverati, contribuendo alle loro spese di vitto e alloggio.
I numeri: edizione limitata: 300 bottiglie numerate obiettivo di raccolta: 3 mila euro da donare.
La trasparenza: prezzo di acquisto della bottiglia: 12,20 €, la donazione corrisponde al netto dell’IVA, ovvero 10 € per ogni bottiglia venduta, che saranno interamente devoluti alla Fondazione Gaslininsieme ETS.
Come acquistarle: le bottiglie sono disponibili presso la cantina Vini Sancio, in via Laiolo 73 a Spotorno (SV). Per assicurarsi il proprio pezzo da collezione (o da regalo!), è consigliabile contattare il numero 333 4547800 (www.cantinasancio.it).
Per approfondire: www.dona.gaslininsieme.org/accoglienza
ROBY GIANNOTTI: “L’ARTISTA CHE FA DANZARE LE ACCIUGHE”
Savonese doc, classe creativa inesauribile, Roby Giannotti è un artista poliedrico che riesce a tenere un piede nella tradizione ligure e l’altro… su Marte!
L’anima pop e umoristica: la sua matita graffiante e ironica ha trovato casa su testate nazionali come la Gazzetta dello Sport, La Repubblica e Il Secolo XIX. Le sue vignette sono finestre sul mondo, capaci di strappare un sorriso e una riflessione nello stesso istante.
La ceramica: da buon ligure, non poteva ignorare la sua terra. Le sue ceramiche sono un omaggio alla grande tradizione di Albisola e del Savonese, pezzi unici dal carattere contemporaneo. Linee pulite, colori essenziali, richiami al mare e alle sue creature.
Francobolli dallo spazio: qui viene il bello. Roby ha da sempre una passione smodata per la filatelia, ma di recente l’ha reinventata. È l’ideatore dei francobolli “spaziali” del Mars Official Philatelic Bureau. Oltre alle sue pagine Instagram (@robygiannotti.artlab e @artdesign_robygiannotti), nello spazio social dedicato @martianstamps, pubblica ogni quindicina un nuovo francobollo introdotto dal surreale Mr. Reddo Rednix. Non sono semplici disegni, ma messaggi in bottiglia lanciati nell’etere su temi di attualità, creati per stimolare dibattito e condivisione.
Le acciughe (anciue): il suo marchio di fabbrica. Che siano i “Balun de anciue” (le palle di acciughe) o le decorazioni per tavole in edizione limitata, questo pesce umile diventa nelle sue opere un simbolo nobile di valori, aggregazione e bellezza, e altrettanto un’ode alla semplicità. Roby è così: un uomo che disegna il mare, lo ascolta e poi lo restituisce in forma d’arte. Non poteva che essere lui a firmare la “danza” che sostiene il Gaslini.











